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san giovanni di ostellato

Tragedia di Valle Lepri «In cinque a processo»

Tragedia di Valle Lepri «In cinque a processo»

La procura chiede il rinvio a giudizio per tre tecnici Aipo e due titolari della ditta Morirono due operai, stavano lavorando alle chiuse di Valle Lepri che cedettero

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La chiusura indagini risale al settembre scorso, e ora dopo aver valutato le repliche difensive la procura di Ferrara ha chiesto il rinvio a giudizio al gip (la data deve essere ancora fissata, ma l’udienza dovrebbe essere per marzo) per la tragedia delle chiuse di Valle Lepri, a San Giovanni d’Ostellato quando il 22 febbraio 2013, morirono Fabrizio Veronese 56 anni, di Rovigo e Guglielmo Bellan, 53enne di Loreo, dipendenti della ditta Gmi di Villadose di Rovigo: i due operai rimasero soffocati da un'ondata gigantesca d'acqua perchè le chiuse dell'idrovora di Valle Lepri cedettero all'improvviso, durante lavori di manutenzione.

Il pm Ciro Alberto Savino chiede il processo per omicidio colposo contro le cinque persone che erano state indicate nei sui atti di chiusura indagine: si tratta di Ettore Alberani di Boretto (Reggio Emilia), dirigente Aipo, agenzia interregionale Po con delega alla gestione dell'Idrovia ferrarese, coinvolto come rup per la manutenzione Valle Lepri e Valpagliaro; Bruno Droghetti di Ferrara, dirigente Idrovia ferrarese Aipo, progettista e direttore lavori di manutenzione del progetto Valle Lepri; Vittorino Malagò di Felonica (Mantova), coordinatore sicurezza del progetto di manutenzione delle conche. Oltre che contro i tecnici pubblici la procura chiede il giudizio per titolare e tecnico della ditta costruttrice, la General Montaggi Industriali srl, costruzioni in acciaio di Villadose: Maria Antonietta Strazzullo di Rovigo (amministratore unico della Gmi) e Federico Tita di Adria (direttore tecnico di cantiere). Secondo l’accusa, sarebbe bastato rispettare le più elementari norme di sicurezza per evitare la tragedia: secondo il pm Savino che ha analizzato le perizie tecniche dei propri consulenti, se i due avessero avuto un giubbotto salvagente si sarebbero salvati.

Inoltre, se i lavori di manutenzione alle paratie della chiusa di Valle Lepri fossero stati eseguiti secondo progetti previsti e varianti approvate, e non si fossero sommati errori, omissioni, carenza di controlli nel cantiere, e nella gerarchia delle verifiche, i due operai non sarebbero annegati. Ora, all’udienza preliminare di marzo, accusa e difese potranno confrontarsi, poi il giudice deciderà la loro sorte.

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