Acer, cadono tutte le accuse a Ricci
Il gip archivia i reati ipotizzati di corruzione e omessa denuncia. L'ex presidente: «Fine di un incubo. Il Pd? No comment»
IL COMMENTO: CI PIACE LA VERITA'
Per lui l’inchiesta Acer finisce qui. Ivan Ricci - presidente dell’Azienda Case Emilia Romagna di Ferrara dal 2006 al marzo 2012 - per la magistratura non foraggiò illegalmente il Pd attraverso consulenze esterne, nè nascose all’autorità giudiziaria il sistema di tangenti già costato ad altri due funzionari Acer, Luca Rivelli e Ruggero Sinigaglia, una condanna per concussione. Coinvolto nel maggio 2012 nel filone bis dell’inchiesta, ne esce ora con la richiesta di archiviazione presentata dalla procura e accolta dal gip Bighetti.
Ricci doveva rispondere di corruzione perché, secondo quanto reso da Sinigaglia agli inquirenti, tra il 2007 e il 2010 avrebbe affidato varie consulenze esterne allo studio Efaistos di Modena. Sinigaglia aveva poi riferito di aver saputo da Filippo Dianti - l’artigiano che denunciò il sistema di mazzette - che i soldi incassati da Efaistos venivano consegnati a Ricci per finire nelle casse del Pd. Circostanza negata da Dianti e smentita, si legge nella richiesta di archiviazione firmata dal procuratore capo Bruno Cherchi e dal sostituto Patrizia Castaldini, dagli accertamenti della Guardia di Finanza. Non è stata riscontrata alcuna frequenza sospetta nelle consulenze affidate a Efaistos, risultate in linea con le altre ditte. «Hanno passato tutti i conti ai raggi X - aggiunge Fabio Anselmo, l’avvocato di Ricci - e non è stato trovato nulla. Il mio assistito non ha incassato un euro. Non sono opinioni, basta vedere i bilanci».
Prima di rivolgersi alla magistratura, Dianti aveva registrato con telecamere nascoste la consegna delle mazzette, ricavando video compromettenti anche nei confronti di Salvatore Di Salvatore, il tecnico che sarà processato a marzo insieme ad altri due piccoli imprenditori. Dianti ne aveva parlato con Ricci ma - ha riferito - «lui replicò con tono perentorio che voleva starne fuori». Da qui l’accusa per l’ex presidente Acer di omessa denuncia, finita a sua volta in una richiesta di archiviazione. Ecco in che modo viene motivata dalla procura: «Ben difficilmente l’accusa potrebbe essere sostenuta in dibattimento in quanto la condotta posta in essere da Ricci si sarebbe sostanziata nel non credere alle accuse avanzate da Dianti (...) anche se si trattava di accuse sicuramente credibili in quanto trattasi di dichiarazioni attendibili poiché logiche, coerenti, reiterate e prive di contraddizioni e riscontrate anche oggettivamente dalle registrazioni effettuate da Dianti nonché dalle intercettazioni telefoniche e ambientali disposte in sede di indagine».
Dunque la procura ha creduto alla buona fede di Ricci, che ieri nello studio del suo legale ha voluto precisare che «non fu Dianti a venire da me, fui io a convocarlo per chiedergli conto delle voci che giravano». C’è un terzo aspetto, per il quale Ricci non risulta indagato, ma che compare negli atti di indagine: quello relativo a lavori per 30mila euro eseguiti a casa dell’ex presidente di Acer da Dianti e non pagati. «Avremo modo di chiarire tutto in aula, al processo Di Salvatore - ha tagliato corto Anselmo - oggi siamo qui per far sapere che ogni accusa a Ricci è caduta».
«È la fine di un incubo - ha commentato il diretto interessato, che ha querelato la Nuova Ferrara sentendosi vittima di «una campagna mediatica denigratoria» - questa vicenda ha rischiato di sporcare una vita immacolata, mi sono sentito come un bambino che costruisce un castello di sabbia che poi senza motivo qualcuno calpesta e distrugge. Posso essere considerato arrogante, ma se si parla di moralità non transigo, dei soldi non mi è mai importato niente. Ho rivoltato l’Acer come un calzino, per questo non ero molto popolare. Le accuse contro di me non sono solo infondate, sono false, e stiamo valutando di rivalerci per calunnia sugli accusatori». E quando gli viene chiesto se si sia sentito appoggiato dal Pd, il suo volto si fa di marmo: «No comment».
Alessandra Mura
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