«Ferraresi, riprendetevi la città»
Tagliani lancia le iniziative private per qualificare spazi pubblici. E gli scout ‘adottano’ piazza Ariostea
Una sala di consiglio comunale così piena non si era mai vista, negli ultimi anni, e non poteva esserci un avvio più promettente per un’iniziativa che si chiama Ferrara Mia e ha come obiettivo aiutare i cittadini nelle loro iniziative autonome di riappropriazione di spazi pubblici. Brillavano gli occhi al sindaco Tiziano Tagliani, alla portavoce Anna Rosa Fava e all’assessore Roberta Fusari, che assieme allo staff dell’Urban center lavorano a questo progetto, mentre facevano il censimento dei presenti. Almeno duecento persone, volontari “non professionali” di ogni età, compreso il gruppo di scout che si è proposto per «prendersi cura di piazza Ariostea, ripulirla dalle bottiglie e dai resti dei festini ma non solo, anche sensibilizzare i ragazzi che vi prendono parte» ha spiegato Fusari: un’idea estendibile, magari, ai mercoledì universitari in centro. E c’erano i rappresentanti di Street di via Pitteri, delle tavolate di viale Krasnodar, dei giardini in movimento della Casa del bambino, delle biciclettate Gad, degli alberi del Parco dell’amicizia, tutti esempi di iniziative autonome già attive, mentre i giardini dell’Aquilone, le cene di via Carlo Mayr, ri-muoversi in centro, godono dell’affiancamento del Comune. «Ferraresi, riprendetevi la città - è lo slogan scelto dal sindaco - In questa epoca di deresponsabilizzazione, con la città che sembra affidata ai contratti di servizio e a Hera, e quando si vede una bottiglia per terra invece di raccoglierla, si telefona al call center, sono straordinariamente contento di vedere questa partecipazione. Sia chiaro, non chiediamo ai cittadini di sostituirci, ma di sviluppare la loro iniziativa autonoma, come recita l’articolo 118 della Costituzione».
Al centro della sala c’era la maxi-mappa della città con alcuni post-it: sono le proposte già presentate per alcuni spazi pubblici della città. Molte altre ne dovrebbero arrivare al call center, e trasformarsi dopo le discussioni nei gruppi di lavoro in attività concrete. L’altro filone del progetto, il cui primo step andrà avanti fino a giugno grazie a 11mila euro erogati dalla Regione e 9mila messi a disposizione da sponsor, è il lavoro del gruppo tecnico comunale: bisogna analizzare tutti gli intoppi burocratici che zavorranno la libera iniziativa dei cittadini (per le coperture assicurative nei lavori in aree verdi pubbliche, ad esempio, è richiesto costituirsi in associazione), per costruire poi regole condivise. Ci sarà il supporto del Laboratorio di studi urbani di Unife, «questa è una sperimentazione democratica» ha spiegato Alfredo Alietti, e l’ispirazione addirittura di Renzo Piano, che sta portando in giro per diverse città il suo Rammendo Urbano. Ora bisogna (solo) fare in modo che la spinta iniziale venga ben alimentata.
Stefano Ciervo
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