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Rifiuti abbandonati nelle strade ai Lidi

Rifiuti abbandonati nelle strade ai Lidi

Comacchio, prosegue il triste fenomeno d’inciviltà. Ma gli ambientalisti fanno quadrato e promettono severi controlli

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COMACCHIO. Continuano ad arrivare segnalazioni rivolte ad Area, per apportare modifiche sostanziali alla frequenza della raccolta differenziata a Comacchio, ma anche per introdurre contenitori di rinforzo, in modo da scongiurare il ripetersi dell’abbandono indiscriminato di rifiuti.

«Con il funzionario di Area – spiega Tiziana Gelli, promotrice di una campagna di sensibilizzazione in centro storico -, siamo andati nelle case, toccando con mano la difficoltà della gente, specie per chi ha appartamenti piccoli, ad accumulare ad esempio la plastica per due settimane, quando in un solo giorno si possono riempire fino a due sporte».

Non di rado si assiste all’abbandono di sacchi di rifiuti soprattutto ai Lidi e lungo le poderali di Valle Pega, che collegano Comacchio ad Alfonsine, Anita, Portomaggiore ed Ostellato, oltre che ai poderi agricoli del Mezzano. Come se non bastasse, anche a ridosso del nuovo ponte levatoio San Pietro, dove è stata realizzata un’area di parcheggio al servizio dei turisti, non mancano cumuli di rifiuti sparsi, che Brodolini deve sistematicamente farsi carico di recuperare. «Noi facciamo del nostro meglio – spiega Carlo Astorino, uno dei responsabili della Coop Brodolini, che effettua il servizio di raccolta dei rifiuti -, ma quasi tutti i giorni la Forestale, le guardie ecologiche volontarie, la Polizia Municipale, il Servizio Ambiente del Comune ci inviano nuove segnalazioni e nel giro di un giorno o due riusciamo ad intervenire, ma spesso si deve ripartire da capo».

Una pratica davvero deplorevole, quella dell’abbandono dei rifiuti, anche perché rischia di trasformarsi in qualcosa di molto grave si tratta di rifiuti tossici, per non parlare dei problemi per il turismo. Il rispetto delle regole e dell’ambiente non deve essere un optional, ma «dobbiamo farci carico anche dei cassonetti stracolmi ad esempio a Lido Spina, - prosegue Astorino –, perché c’è chi si sposta per lavoro verso Ravenna e ne approfitta e non va bene».

Katia Romagnoli

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