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«La Terapia intensiva non chiuderà»

«La Terapia intensiva non chiuderà»

Il direttore del Sant’Anna, Rinaldi, risponde al quesito sollevato dal M5S. Ancora posti aggiuntivi nei reparti dell’ospedale

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«La chiusura della Terapia intensiva a Cona? Assolutamente no. Stiamo ragionando sull’unificazione di Rianimazione e Terapia intensiva, ma il reparto non chiude. Se il progetto va in porto sarà trasferito in un altro settore dell’ospedale, certamente non soppresso». Il direttore generale del Sant’Anna, Gabriele Rinaldi, smentisce l’ipotesi riportata nella richiesta di convocazione della commissione comunale sanità dal consigliere del M5S, Alessandro Bazzocchi.

Una «possibilità» che viene citata con «vivissima preoccupazione» dall’esponente grillino assieme ad altri scenari, come «la prospettiva di un eventuale trasferimento del secondo triennio del corso di laurea in Medicina e Chirurgia». Se ne parlerà nel corso della riunione della commissione comunale, che sarà convocata a febbraio dal presidente Alberto Bova.

La sanità resta un problema caldo, di grande attualità, a pochi giorni dalla riunione della Conferenza socio-sanitaria riunita in municipio dal sindaco Tiziano Tagliani e a poche settimane dalla nomina dei direttori generali delle aziende sanitarie dell’Emilia Romagna (comprese le due ferraresi), una delle priorità segnate in rosso nell’agenda del neo-assessore regionale Sergio Venturi. Tra esse un posto di rilievo spetta al riordino delle Asl e delle aziende ospedaliere nei futuri contesti di Area vasta e di nuove alleanze territoriali. Lo scenario di uno “spezzatino” dell’Asl locale, smentito dalla Regione, sembra aver lasciato posto in queste ore a quello di un percorso basato sulla sempre maggiore integrazione col Sant’Anna a scapito di una fusione tra l’azienda territoriale ferrarese e quella bolognese.

Un tema che ha stuzzicato il consigliere comunale di Forza Italia, Matteo Fornasini. Il rischio «che il sistema sanitario ferrarese e la Scuola di Medicina del nostro ateneo possano venire ridimensionati ed avere un ruolo subalterno o satellite rispetto ad altre aree regionali» è ben evidenziato in una nota che ha inviato ai giornali. Mentre ritiene utile costituire una «cabine di regia» tra Comune e «soggetti» che sono espressione del mondo universitario.

Uno di questi è Paolo Spath, consigliere di Fdi-An ma anche laureando nella disciplina che fu di Ippocrate e anche per questo motivo preoccupato del futuro della Scuole di Medicina e Chirurgia e della piega che prenderanno i futuri accorpamenti di Area vasta.

Intanto prosegue l’afflusso massiccio di pazienti nei pronto soccorso della provincia, solo in parte dovuto all’epidemia influenzale, e l’ospedale di Cona continua a mostrare segni di sofferenza. Tra i reparti interessati, Geriatria, Gastroenterologia, Pneumologia, Clinica Medica, Medicina d’urgenza, Neurologia, alcune Chirurgie e la Rianimazione, spazi dove in questi giorni vengono costantemente messi a disposizione posti letto aggiuntivi (che sono letti veri e propri e non barelle). Ieri sono state sospese anche alcune sedute in sala operatoria, provvedimento che in genere comporta il rinvio di alcuni interventi programmati.

Il sindacato Anaao, attraverso il segretario aziendale Lucio Trevisani, conferma «l’iperafflusso» di utenza al Sant’Anna «che riteniamo sia dovuto in parte alla riduzione dei posti letto negli ospedali della provincia». Il sindacato ha riunito i propri iscritti in assemblea e ricorda che «dal luglio scorso sono sospese a Cona le relazioni sindacali con la direzione» mentre non è stato ancora risolto il nodo dei precari.

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