Scout in piazza Ariostea per salvarla dalla movida
Laboratori su riciclaggio e pulizia per i più giovani, campagna web sullo sballo Così un gruppo Agesci punta a contrastare gli eccessi delle nottate alcoliche
Il loro sogno è di non vedere più la colonna di piazza Ariostea e il prato attorno coperti di bottiglie e lattine vuote, dopo le nottate alcoliche che riprenderanno con la bella stagione. Loro però sono abituati ad andare sul concreto, così su quest’idea stanno costruendo un progetto che è piaciuto subito al sindaco Tiziano Tagliani, il quale... sogna già di estenderlo, magari a piazza Duomo. I protagonisti dell’iniziativa sono gli scout Agesci del gruppo Ferrara Tre, una ventina di giovani tra i 16 e 30 anni che hanno partecipato alle riunioni preliminari di “Ferrara Mia”, il progetto comunale che mira ad agevolare le iniziative spontanee dei cittadini per la cura di aree pubbliche, con l’idea di piazza Ariostea già in testa. Un paio di laboratori e un pomeriggio di presentazione pubblica dopo, gli scout hanno le idee più chiare. «I ragazzi devono ancora definire i termini operativi del progetto, ma l’idea è di agire su due piani - spiega la capo scout Maria Giulia Visentini - Il primo è sul campo, con pomeriggi di laboratorio con esempi di riciclaggio rifiuti e pulizia degli spazi pubblici, mirati ai frequentatori più giovani della piazza; il secondo è un’opera di sensibilizzazione via web sui giovani della stessa fascia d’età, 17-20 anni, che sono i protagonisti delle serate». Servirà ancora qualche passaggio all’Urban center comunale, per la primavera dovrebbe essere tutto pronto.
Tentativi di intervenire sulle serate alcoliche di piazza Ariostea ce ne sono stati diversi, negli ultimi tempi. Una mattina del settembre scorso i volontari dell’associazione Nuova Terraviva, armati di sacchi della spazzatura, si erano messi a ripulire il basamento della colonna, raccogliendo di tutto: bottiglie, vetri rotti, mozziconi di sigarette, carta, sacchetti di plastica e fazzoletti sporchi di sangue. Alla fine dell’operazione di pulizia i volontari avevano pure lanciato un messaggio ai protagonisti delle nottate alcoliche: «Cari ragazzi di Ferrara, in Germania alle feste della birra con migliaia di persone non si trova nulla per terra, cerchiamo di diventare un po’ più europei». Poche mattine dopo si era daccapo. Ad un post su Facebook di un residente di piazza Ariostea che, qualche tempo prima, aveva denunciato «vetri ovunque, e tra poche ore sarà pieno di bambini: vogliamo fare qualcosa?», erano seguite reazioni a raffica e garanzie di maggiore pulizia. Il fatto è che le stazioni ecologiche esistono già, agli incroci con via Palestro e vicolo del Gregorio, ma un po’ si riempiono in fretta nelle notti alcoliche e un po’ sono ignorati dagli incivili. Gli operatori di Hera fanno il passaggio tutte le mattine, prima dell’alba, ma a differenza dei bambini che saltano su e giù dal basamento dell’Ariosto decine di volte al giorno, lì sopra non possono avventurarsi: non c’è la copertura assicurativa contro eventuali cadute.
Piazza Ariostea non ha certo l’esclusiva del degrado alcolico, visto che lo scontro sullo sballo notturno giovanile è partito dall’attacco dell’arcivescovo Negri contro gli eccessi nei quali si era imbattuto, disse, proprio di fronte al Duomo. Ma certo l’idea degli scout potrebbe essere un primo passo per affrontare la questione non solo sul terreno igienico-sanitario. «Spesso queste iniziative producono un contagio positivo - ragiona l’assessore Roberta Fusari, tra le promotrici di “Ferrara Mia” - Quando i cittadini vedono degli esempi di cose semplici ma efficaci, realmente realizzate, poi ci prendono gusto e provano anche loro». Bisogna partire con il piede giusto, allora.
Stefano Ciervo
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