«Basta ‘riformette’ servono software e più personale»
E’ la notizia del giorno: il presidente della Corte d’appello Giuliano Lucentini replica a distanza di mesi alla boutade del Governo sul taglio delle ferie dei magistrati per aumentarne la...
E’ la notizia del giorno: il presidente della Corte d’appello Giuliano Lucentini replica a distanza di mesi alla boutade del Governo sul taglio delle ferie dei magistrati per aumentarne la produttività: «Meno ferie, giustizia più veloce». Una boutade che contraddiceva i dati che il Governo stesso conosce, che indicano che i magistrati italiani sono i più produttivi d’Europa. Il presidente Lucentini guardando oltre, ha commentato nella sua relazione: «Non è che la politica per farsi bella, non volendo e non potendo mettere mano ad una seria riforma della giustizia, debba ricorrere a mezzucci di tal genere». Parole forti, condivise dal presidente Maiorano: «La riforma della giustizia non è quella che stanno facendo e forse i giudici producono tanto perchè hanno tempo in più per scrivere sentenze». Maiorano riflette: «Si deve capire che se il problema non è la produttività dei giudici, come indicano i dati, va cercato da altra parte, forse nelle troppe e nuove cause che entrano nel circuito giudiziario». La riforma, dunque, dovrebbe innescare nuovi sbarramenti. «In Italia - spiega Maiorano - rispetto Germania o Francia, paesi con milioni di abitanti in più rispetto noi, i processi sono il doppio: e così, se i nostri giudici avessero la stessa produttività di colleghi francesi, tedeschi o spagnoli, noi avremmo arretrati spaventosi». Infine, non è con le norme del nuovo divorzio che si fanno le riforme. «Riformette» le chiama Maiorano, che conclude: «si deve mettere mano al portafoglio (il Governo, ndr) con più personale amministrativo, nuovi software, banda larga: i nostri sistemi non possono funzionare un giorno sì e un giorno no».
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