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Bonifica, contributi più alti e una richiesta ai Comuni

Stefano Ciervo

Il presidente Della Vacche: i soldi dell’Ici siano impiegati per prevenire le frane Ritocco ai bollettini dovuto alla sentenza della Cassazione sul contenzioso fiscale

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FERRARA. Strade arginali che franano ad ogni stagione piovosa, ponti al limite della precarietà, manufatti che avrebbero bisogno di una bella “ripresa”. È lunga la lista delle proprietà della bonifica che sono di riconosciuta utilità ma non trovano adeguata manutenzione. Il problema è sempre lo stesso, cioè la scarsa disponibilità finanziaria, e quindi s’interviene solo nell’emergenza: è il caso di via Diamantina, chiusa a tratti per mesi a causa di una frana. «In queste circostanze noi e il Comune di riferimento interveniamo pagando al 50% i lavori, ma ora c’è l’opportunità di prevenire questi problemi - è la proposta di Franco Dalle Vacche, presidente del Consorzio di Bonifica - Sarebbe sufficiente che i Comuni che stanno incassando i soldi dell’Ici sugli impianti di bonifica, 1.350.000 euro in tutto, li utilizzino per la sicurezza idraulica del loro territorio. La sollecitazione da parte nostra è stata fatta, le prime risposte sono incoraggianti, come abbiamo sentito l’altro giorno all’assemblea della Cia». In quella sede, sia il neopresidente Stefano Calderoni che Tiziano Tagliani, in veste di presidente della Provincia, hanno aperto a questa possibilità, che avrebbe tra l’altro il potere di ridimensionare la portata dello scontro giudiziario in atto sull’imposta comunale.

La cifra di cui parla Dalle Vacche, infatti, deriva dalle richieste di cinque Comuni (Ferrara, Codigoro, Ostellato, Fiscaglia e Portomaggiore) dove si trovano i principali impianti di bonifica, per il pagamento quinquennale dell’Ici, dopo la recente sentenza della Cassazione che condanna i consorzi. A questi Comuni si è aggiunta Argenta, e il Consorzio di Bonifica è intenzionato a proseguire la battaglia giudiziaria, «è la nostra associazione nazionale, l’Anbi, a suggerirlo, in quanto non è detto che la Cassazione decida sempre alla stessa maniera» spiega il presidente consortile. Il bilancio 2014 della Bonifica, a causa di questa sentenza, chiude con una perdita di 692mila euro (l’altra metà della somma è stata già coperta), che andrà ripianata in un quinquennio: la quota nel preventivo 2015 è di 130mila euro. «Abbiamo dovuto ritoccare i contributi dello 0,9% ma continueremo a fare investimenti» promette il presidente. L’aiuto dei Comuni sarebbe benvenuto.

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