Botte tra studenti dopo la scuola
Intervengono gli agenti della municipale: alcuni ragazzi portati al comando
ARGENTA. Gran parapiglia venerdì poco dopo le 13 in pieno centro ad Argenta. La segnalazione di una rissa fra una ventina di studenti appena usciti dall'istituto delle superiori, ha determinato l'immediato intervento di una decina di agenti della polizia municipale di Argenta. Ad accorrere sul posto gli stessi vigili dell'Unione "Valli e Delizie" che in quel momento stavano svolgendo un corso d'aggiornamento nel vicino centro Mercato. Il loro arrivo assieme alla pattuglia di servizio, ha portato a un fuggi fuggi generale dei ragazzi. Un trambusto in piena piazza Marconi gremita di auto parcheggiate finchè, gli agenti sono riusciti a bloccare alcuni dei ragazzi. Studenti fra i 14 e i 17 anni che qualche istante dopo sono stati portarti al comando di via Matteotti per essere identificati. Successivamente sono stati chiamati i loro genitori che al termine della normale procedura, hanno accompagnati i propri figli a casa. Trattandosi di minori, sull'intera questione la polizia municipale mantiene il più stretto riserbo comprese le cause che hanno generato l'intervento. Da quanto risulterebbe, i contendenti non sarebbero una ventina come segnalato ma pochi e addirittura c'è stato chi, fra i compagni, ha tentato di separarli. Ciò che è successo l'altro ieri, però, non è il primo episodio che vede giovani studenti prendersi a botte alla fermata delle corriere in via Matteotti. Episodi che non dovrebbero riguardare il bullismo o altre problematiche giovanili ma piuttosto, scaramucce per futili motivi. Ciò non toglie che il ripetersi di queste situazioni, non è stato sottovalutato e il comando della polizia municipale ha tutte le intenzione di stroncare sul nascere qualsivoglia fenomeno preoccupante.
Su questi episodi, il dirigente del polo scolastico superiore, Francesco Borciani, è esplicito: «Le mani non si usano nè a scuola nè fuori.Le sanzioni ci sono e del comportamento degli studenti anche fuori dalla classe o sul pullman, ne viene tenuto conto».
Giorgio Carnaroli
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