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Camminata per la pace per dire no alle guerre

Camminata per la pace per dire no alle guerre

Comacchio, i bambini hanno sfilato per le vie del centro con le catene di carta Il vice sindaco ha espresso solidarietà al gruppo Gospel vittima di razzismo

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COMACCHIO. Tanta la gente ha partecipato alla messa domenicale nella Cattedrale dedicata alla giornata mondiale della pace, istituita nel 1968, che celebra ufficialmente l’1 gennaio di ogni anno. Alla funzione era presente il vice sindaco Denis Fantinuoli a rappresentanza delle Istituzioni. Di fronte all'altare sono state poste tre bandiere che rappresentavano gli stati in guerra con ai piedi catene in carta. Il parroco don Paolo durante l'omelia ha usato toccanti parole «ci si uccide tra fratelli, e questo mondo così non va bene, bisogna decidersi a cambiare per la pace, e distruggere queste catene che rendono schiavi tanti uomini». Dopo la messa le quattro parrocchie di Comacchio hanno iniziato la camminata della pace fino al municipio. Tanta la gente che si è unita "in itinere" al già numeroso gruppo di persone. In prima fila i bambini dell'Azione Cattolica Ragazzi e del catechismo che hanno sfilato con le catene di carta e con le bandiere degli stati in guerra. La folla ha seguito poi l'emozionante passaggio del documento-papiro che don Paolo ha consegnato al vice sindaco, in cui è riportato il messaggio integrale di Pace del Papa per la 48° giornata della pace di quest'anno al tema "Non più schiavi, ma fratelli". Il vice sindaco Fantinuoli nel suo discorso ha posto l'attenzione sul fatto che un «sistema civile passa attraverso il valore della Pace, e dove ci sono guerre non ci sono diritti civili», ha ricordato la "giornata della memoria", che testimonia "che solo attraverso il rispetto ed il valore del prossimo si costruisce la pace". Ha espresso parole forti di solidarietà al gruppo Gospel, vittima di vicende razziste, e ha sottolineato «che noi tutti ripudiamo gli atti discriminatori di questo genere», ha poi chiuso il discorso invitando poi le generazioni a "lavorare" per cercare e mantenere la pace. Numerosi i commenti fuori dai microfoni tra la folla, tra cui quello del prof. Zamboni che invita soprattutto i ragazzi di oggi al rispetto degli altri in tutte le diversità, «in quanto siamo su questa Terra tutti uguali». Cecilia Cinti educatrice di catechismo che ha preparato i bambini a questa iniziativa attraverso lo studio del significato della pace e che quello della schiavitù costruendo le catene; insegnando loro «che la Pace è un bene di cui non tutti godono». Don Matteo Visentini della parrocchia del Rosario ha espresso in chiusura il suo messaggio «che bisogna essere cristiani e portatori di pace non solo in chiesa ma anche fuori». La mattinata si è poi conclusa con la "spaccatura simbolica" di tutte le catene simbolo di schiavitù e guerra da parte dei bambini.

Caterina Bonazza

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