«Fatevi avanti e dite che Pd volete»
Zappaterra, prima segretaria provinciale, sollecita le forze nuove a uscire allo scoperto: «Dobbiamo recuperare fiducia»
«Adesso è giusto mettere in campo forze nuove affinché siano pronte ad assumersi a loro volta altre responsabilità di governo in futuro». Il messaggio lo lancia Marcella Zappaterra e i destinatari sono i concorrenti alla carica di segretario provonciale del Pd. La signora è una che se intende. L’attuale consigliera regionale è stata infatti la prima segretaria assoluta del Pd: venne eletta il 23 febbraio 2008 da un congresso che le tributò il 97% dei consensi; un anno dopo Marcella Zappaterra era già presidente della Provincia e lasciava la guida del Pd a Paolo Calvano, che ora a sua volta ha liberato il posto avendo intrapreso la carriera regionale.
I segretari dei circoli hanno optato per il congresso anzichè per l’assemblea provinciale per eleggere il segretario. Condivide?
In pieno. L'assemblea non rappresenta più fino in fondo il partito attuale, è datata. In questi anni nei circoli c'è stato un ricambio del quale bisogna tenere conto e il congresso è un'opportunità per allargare il gruppo dirigente del Pd. In questi 7/8 anni la classe dirigente a Ferrara è cresciuta anche a seguito di un rinnovamento importante - che non dappertutto è stato portato avanti - e adesso ha responsabilità importanti a Roma, a Bologna e nelle istituzioni locali.
Candidati ufficiali ancora non ce ne sono, ma a partire da Vitellio di nome ne circolano. Si starebbero scaldando i muscoli anche Andrea Marchi, sindaco di Ostellato, e il segretario del Delta Davide Bigoni. Chi è il suo prediletto?
Aspettiamo che qualcuno si candidi davvero.
Non vuole esporsi?
Voglio solo capire qual è la proposta del candidato o dei candidati. Vorrei capire che analisi fanno del Pd attuale e che idee mettono in campo per il futuro di questo partito. Vorrei anche capire che impostazione si intende dare alla direzione del partito.
Gestione unitaria o decisamente di parte?
Io credo in una gestione unitaria, ma deve essere fondata sulla chiarezza di obiettivi non su continue mediazioni tra correnti, aree o tra i dirigenti che "contano"di più. Una gestione unitaria da vecchia politica allontanerebbe ancora di più dai cittadini.
Intanto si comincia a litigare su aree vaste, sul fatto che un segretario possa anche fare il capogruppo in Comune...
Le schermaglie tra correnti, aree territoriali, gruppi di interesse ovviamente sono già partite, ma io ritengo non ci sia nemmeno da stupirsi perché la battaglia politica contempla questo e altro. Sono schermaglie quasi fisiologiche e non essendo questo il primo congresso al quale partecipo so anche che appassionano solo il gruppo dirigente ristrettissimo e non la più larga platea di iscritti e interlocutori che dobbiamo coinvolgere, ascoltare e convincere che vale ancora la pena impegnarsi in questo partito.
Tra calo degli iscritti (il sito del Pd parla di 3.096) e calo dei votanti alle regionali il disamore è più che manifesto.
E allora evitiamo che questo congresso sia solo uno stanco rito appesantito dalle fibrillazioni a livello nazionale, ma una vera occasione per rilanciare il Pd. Il modo è uno solo: chi vuole candidarsi deve dire quale politica vuole portare avanti per rispondere ai problemi dei cittadini. Credo che in tanti abbiano questa convinzione ed è per questo che sono certa che nelle prossime settimane il confronto politico a Ferrara farà un salto di qualità. Al centro del dibattito io vorrei che ci fosse il radicamento sul territorio e la presenza in ogni realtà, il coinvolgimento di forze nuove che ci hanno votato più per merito di Renzi che per quello che abbiamo espresso noi. E il confronto su questo non può che partire dal basso, dai circoli che devono davvero diventare luoghi aperti per confronto-discussione-decisione politica-formazione dirigenti. È in questo contesto che si deve ragionare del segretario provinciale, prescindendo da persone, correnti, provenienze territoriali.
A maggio dopo le europee e le comunali il Pd scoppiava di salute. Ora rischia di scoppiare. Cosa vi sta capitando?
Siamo all'ultimo giro utile per decidere che profilo dare a un Pd, che è diventato il partito di riferimento nel Paese; abbiamo la responsabilità del governo dell'Italia e abbiamo riacquistato un ruolo importante in Europa, ma la mia impressione è che siamo ancora troppo legati alla leadership. Non abbiamo ancora basi solide che ci permettano di essere punto di riferimento forte e credibile per elettori e cittadini a prescindere dal leader. Il voto delle recenti Regionali ci ha confermato un problema enorme di credibilità anche qui dove governiamo da sempre. Perciò il tema di un Pd che recupera quel rapporto di fiducia che si è incrinato con cittadini ed elettori c'è tutto e lo dovremo affrontare nel congresso di Ferrara e nel congresso regionale.
Ma la Regione che ne farà delle Province e delle Aree Vaste?
Le Aree Vaste vanno pensate in vista della abolizione delle Province e questo ci dà più tempo per ragionare. Intanto in Regione si lavora per definire entro marzo le funzioni tra i vari livelli istituzionali, cosa resta alle Province cosa no in modo da dare certezze ai dipendenti e a chi amministra.
Marcello Pradarelli
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