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72 anni dopo nikolajewka

Gli alpini ricordano in Duomo la storica battaglia in Russia

Gli alpini ricordano in Duomo la storica battaglia in Russia

Settantadue anni sono trascorsi dalla battaglia di Nikolajewka che consentì all'Armata italiana in Russia di spezzare l'accerchiamento nemico ed aprirsi così un varco verso occidente. Il generale...

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Settantadue anni sono trascorsi dalla battaglia di Nikolajewka che consentì all'Armata italiana in Russia di spezzare l'accerchiamento nemico ed aprirsi così un varco verso occidente.

Il generale Reverberi di origini emiliane spinse gli alpini superstiti, stremati dal gelo e dalla fame, all'assalto e caddero soldati e comandanti di battaglioni, conducenti di muli, genieri, artiglieri e persino 34 sacerdoti, mentre 19 furono dichiarati dispersi ed altri vissero la terribile sorte dei prigionieri.

Ieri in cattedrale il Gruppo Alpini di Ferrara attraverso le parole di Mario Gallotta, ha ricordato come ogni anno, la drammatica battaglia durante la celebrazione della Messa ritornata dopo vent'anni in cattedrale con la presenza dell'arcivescovo monsignor Luigi Negri. «Non esiste futuro senza memoria - ha sottolineato Gallotta - e tale ricordo è ancor oggi particolarmente utile e vivo per i preziosi insegnamenti sul piano della solidarietà, della dignità e della civiltà, valori di cui una società civile non può fare a meno».

Fra gli alpini vi erano anche don Gnocchi che si salvò ed al ritorno si occupò dei mutilatini e il tenente colonnello Agostino Guaraldi di Casumaro, medaglia d'argento al valor militare che invece morì in battaglia.

«Vi accolgo con tanta gratitudine - ha sottolineato l'arcivescovo Negri nell'omelia - questi vostri alpini sono morti certi di compiere un sacrificio ed un'autentica esperienza di fede che vale più della vita». ( mar. go)

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