Il docu-film “Una nuova scintilla” concorre per il David di Donatello
La copertina che racchiude il dvd porta una foto: un interruttore della luce con sotto una targhetta di carta ingiallita con scritto “L'ultimo spenga la luce”. Il dvd contiene il film-documentario...
La copertina che racchiude il dvd porta una foto: un interruttore della luce con sotto una targhetta di carta ingiallita con scritto “L'ultimo spenga la luce”. Il dvd contiene il film-documentario “Una nuova scintilla” realizzato da Rita Bertoncini con la collaborazione dell'Anpi di Ferrara e con il Museo del Risorgimento e della Resistenza. Il film è stato presentato in anteprima lo scorso anno, ma oggi si aggiunge un nuovo importante tassello: è in concorso per il Premio David di Donatello 2015 nella sezione documentari.
Questo lavoro - che è stato anche finalista al ViaEmiliaDocFestival 2014 - verrà prossimamente proiettato a Bologna per la Giornata della memoria e anche per il settantesimo anniversario della Liberazione a Ferrara in alcune scuole e in centri sociali. Fa parte anche del progetto sulla partecipazione delle donne alla Resistenza di cui Ferrara è capofila con la guida della storica Antonella Guarnieri.
Ma torniamo all'immagine di "L'ultimo spenga la luce": c'è da augurarsi - e la videomaker Rita Bertoncini con il suo lavoro ne è una tessera importante - che nessuno spenga la luce della memoria, quella luce deve rimanere perennemente accesa. Bertoncini si è mostrata come un vero e proprio custode della memoria. A settant'anni da quegli avvenimenti i protagonisti che possano testimoniare cosa è successo sono sempre meno e sempre più sono i tentativi di mistificare, cambiare, stravolgere quello che è stato. La regista parte da un percorso personale nella prima parte della pellicola: ritrova una vecchia foto del nonno, morto quando lei era piccola, Senofonte Bertoncini, tipografo, antifascista, personaggio schivo che poco aveva raccontato di quei tempi. L'altro episodio che l'attrae è l'occupazione, il 18 febbraio del 1945, delle donne del Municipio di Bondeno e la distruzione di documenti e liste dei coscritti. Un fatto che ebbe grande eco e che vide le donne assolute protagoniste.
Rita Bertoncini comincia a cercare e, grazie anche all'aiuto di Daniele Civolani presidente provinciale Anpi, incontra testimoni, guarda documenti. L'autrice sapeva che il nonno era tipografo ma non sapeva che Senofonte "Sena" aveva dall'inverno del 1944 in collaborazione con Spero Ghedini, commissario politico delle Brigate Garibaldi ferraresi, stampato clandestinamente La Nuova Scintilla, l'organo della federazione comunista ferrarese. "Non sapevo che la storia della mia terra fosse anche la mia storia" dice una voce fuori campo. E nel film si mescolano le immagini della Ferrara di oggi, immagini che hanno un grande potere evocativo: dal muretto del Castello dove furono fucilati gli antifascisti la notte del 15 novembre 1943 e partì la parola d'ordine dei repubblichini di "ferrarizzare l'Italia", al cimitero ebraico, dalle vie del Ghetto alle ex carceri di via Piangipane (ora sede del Museo del Meis) dove fu rinchiuso il nonno con altri antifascisti tra cui Giorgio Bassani. Poi le Mura che circondano la città in una veste invernale, ricca di neve che ricama gli alberi e le pietre, "incidendo" con una sorta di bulino d'artista, luoghi noti ma che ora vengono arricchiti di sensazioni, donando, anche in questo caso, spunti di memoria.
Poi tocca a Bondeno e alle sue donne. Le testimonianze di chi allora c'era scorrono per mettere punti fermi: "Se una storia non la racconti è come non fosse mai accaduta".
A un giovane di oggi il compito di leggere alcuni brani dalla Nuova Scintilla per parlare di impegno, di libertà, di quello che fecero le donne nella Resistenza. Di donne come Silvana Lodi, tenente partigiano combattente, a cui Rita a voluto dedicare il film come al nonno Senofonte e "a quelli che hanno resistito e che continuano a resistere".
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