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«Non c’è un’ambulanza nemmeno a pagarla»

«Non c’è un’ambulanza nemmeno a pagarla»

La segnalazione di un cittadino costretto a lunghe ore d’attesa per il servizio. Chiedeva il trasporto di una sua parente dimessa dal Sant’Anna, anche il 113 in aiuto

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Un pomeriggio e soprattutto una serata da dimenticare per Oreste Mazzuccati e soprattutto la consapevolezza che ancora una volta il sistema sanitario, anche privato, fa acqua, dando più di un disservizio alla collettività.

È lui stesso che parla della disavventura. Sembrava quasi il protagonista di una puntata di “scherzi a parte”, ma purtroppo non c’è nulla da ridere.

«Sabato - racconta Mazzuccati, la mamma della mia compagna, una signora di 86 anni con problemi di salute, è caduta e abbiamo chiamato un’ambulanza. Il servizio del 118 è stato rapido ed efficiente ed ha portato la paziente al pronto soccorso alle 13.30. L’attesa è stata lunga, ma non è questo il motivo della protesta anche perché capisco benissimo che si danno priorità alle emergenze. Alle ore 19 è il turno della mia congiunta, la portano a fare i raggi e dopo un consulto medico alle 20 viene dimessa. Ed è proprio qui che comincia l’incredibile ricerca di un’ambulanza, infatti non potendo portarla a casa in auto viste le sue condizioni, con catetere ed altre problematiche, ho chiesto un trasporto professionale». È stato in quel momento che gli è stata consegnata allora una lista con tutti i numeri degli 11 enti autorizzati ad effettuare trasporti in ambulanza dei pazienti dimessi dal Sant’Anna. Ha cominciato così a telefonare, ovviamente nei posti più vicini, ma nessuno rispondeva. Preso dallo sconforto ha chiamato anche il 113 e il centralino della questura è stato pronto ad inviare anche una pattuglia in ausilio.

«Quando sono arrivati i poliziotti - continua nel racconto Mazzuccati - anche loro hanno cominciato a telefonare nell’affannosa ricerca di un’ambulanza in grado di trasportare l’anziana signora. Anche i poliziotti non hanno trovato nessuno, o meglio c’era un’ente da Comacchio ma per motivi di distanza hanno detto che non venivano. Dopo quasi due ore siamo riusciti alla fine a reperire un’ambulanza dalla Cidas che ha riportato la mamma della mia compagna a casa».

Un disservizio che ha provocato non pochi disagi. Probabilmente anche l’orario di sabato sera non era dei migliori, nonostante alcuni di questi enti effettuino servizio 24 ore su 24. Sarebbe bene organizzare meglio la rete di intervento per evitare in futuro altri casi come quello che ha visto protagonista Oreste Mazzuccati

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