Rossi: Terre e fiumi, potrei restare
Il presidente pensa al ritiro delle dimissioni dal vertice dell’Unione. Scelte rapide
COPPARO. Il consiglio dell’Unione terre e fiumi dovrebbe essere convocato entro quindici giorni dalle dimissioni del presidente ma non è detto che la riunione con questo ordine del giorno avvenga. Nicola Rossi, primo cittadino di Copparo e fresco dimissionario dal vertice dell’organismo, medita infatti di tornare sui suoi passi: «Le dimissioni le ho presentate per sgombrare il tavolo da ogni posizione precostituita, visto che al nostro interno c’è chi ritiene che questa carica possa essere ricoperta più proficuamente da un sindaco di un Comune al di sotto dei 5.000 abitanti. Ci confronteremo tra noi sindaci nei prossimi giorni, non escludo di poter ritirare le dimissioni se dovesse prevalere la posizione secondo la quale è invece opportuno che la presidenza continui ad essere attribuita al rappresentante del Comune più grande».
Si parla anche di un documento con il quale meglio definire le deleghe della presidenza. Di certo il confronto dovrà essere allargato alle prospettive e ai programmi dell’Unione, che ha bisogno di un nuovo impulso per affrontare le sfide dei prossimi mesi, che lo stesso Rossi impersona in quanto vicepresidente della nuova Provincia.
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