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fp-cgil e cisl-fp

«Al pronto soccorso 9 accessi al minuto»

«Al pronto soccorso 9 accessi al minuto»

Al Sant’Anna sul tavolo l’emergenza ricoveri. I sindacati: rinnovare contratti in scadenza

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Mentre sulla stampa ri-scoppia la grana delle ambulanze, in ospedale si parla dell’«emergenza ricoveri», come la definiscono Fp-Cgil e Cisl-fp. Una questione, spiegano i sindacati, oggi strettamente legata «all'iperafflusso verso i pronto soccorso della provincia». Il tema è stato al centro di un incontro, ieri, fra i sindacati e la direzione del Sant’Anna.

«Nel mese di gennaio vi è stato un innalzamento degli accessi al pronto soccorso di Cona - sottolineano le due organizzazioni - che in certe giornate è stato superiore di 40 unità rispetto alla media del 2014, fino a toccare il picco di 160 accessi al giorno, una media pari a un paziente ogni 9 minuti. Numeri importanti, che creano molto disagio nella popolazione e che hanno costretto e stanno costringendo il personale ad uno sforzo immane». Numeri che hanno messo in fibrillazione il mondo politico con richieste di convocazione di commissioni e comunicati stampa.

Così «si è reso necessario aumentare la dotazione dei posti letto all'interno del polo di Cona,aprendo dei letti-tampone presso le unità operative di medicina, fisiopneumo, neurologia/neurochirurgia, medicina d'urgenza e aumentando le dotazioni organiche attraverso prestazioni volontarie aggiuntive e sospensione dell’attività programmata in alcune sale operatorie con recupero del personale. Ad oggi la situazione ci è stata descritta "in regressione" - riportano i sindacati - ma non permette di abbassare la guardia perché potrebbe ripresentarsi, se si verifica un ulteriore picco di malattie».

Cgil e Cisl hanno proposto la loro “ricetta” anti-emergenza: «Rinnovo di tutti i contratti del personale a tempo determinato in scadenza per i prossimi 30 giorni e verifica dello stato dell'arte delle assunzioni concordate nel 2014», oltre alla «disponibilità ad un incontro nei primi giorni di febbraio per valutare la situazione ed eventuali altre necessità», aggiungono i due sindacati.

L’obiettivo è di «essere aggiornati puntualmente sulle situazioni d'emergenza che si vengono a creare per poter spiegare alle persone il perchè di alcune scelte organizzative». Ma anche di «dare disposizioni scritte in caso di chiamate e di cambiamenti orari e di assegnazioni per formalizzare in maniera più dettagliata la gestione di questa emergenza in maniera tale da avere un modus operandi strutturato nel caso si dovesse ripetere l'iperafflusso».

«Dopo trasloco, terremoto, neve, adesso la gestione del picco influenzale - conclude la nota - ancora una volta la disponibilità del personale, cui va riconoscenza, plauso e ringraziamenti, a rinunciare ai riposi, ad adattarsi a cambiamenti organizzativi ed emergenze ha permesso di superare anche questa situazione».

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