Bancari verso lo sciopero e a Ferrara sale la protesta
Manifestazione nazionale venerdì 30 gennaio a Ravenna della categoria Amadori (Fiba): la situazione è complessa e quelli di Carife lo sanno benissimo
«La situazione è molto delicata e siamo arrabbiati. Qui forse è più semplice capire il perché della nostra protesta. È per questo che vi invitiamo non solo a una totale partecipazione allo sciopero, ma anche a manifestare fisicamente il vostro dissenso venerdì 30 a Ravenna. Si svolgeranno 4 manifestazioni in quattro diverse città: Roma, Milano, Palermo e Ravenna. Noi è a quest'ultima che vi invitiamo per dare un segnale netto e concreto che la direzione presa dall'Abi non vi sta bene». Marco Amadori, segretario regionale Fiba Cisl, ieri pomeriggio a Ferrara ha parlato davanti a una sala gremita di bancari «non banchieri - sottolinea - perché loro stanno ai piani alti, prendono le decisioni». E lo ha fatto rivolgendosi in tono quasi confidenziale ai lavoratori ferraresi, parlando di “situazione complessa”; situazione che, proprio “grazie” a ciò che a Ferrara si sta attraversando, alludendo a Carife, è forse più comprensibile piuttosto che altrove. Sul tavolo Amadori ha snocciolato uno dopo l'altro i motivi che hanno portato i sindacati a proclamare lo stato di agitazione e lo sciopero che tra un paio di giorni coinvolgerà tutte le banche da Nord a Sud. L'associazione degli istituti di credito tricolori (Abi), vorrebbe infatti disdettare i contratti nazionali dal prossimo aprile. «Lo scorso 12 gennaio - afferma il sindacalista romagnolo - abbiamo comunicato la giornata di sciopero e non ci tiriamo indietro, stiamo facendo sul serio. Se qualcuno pensava che stessimo scherzando si deve ricredere. I pullman che venerdì mattina partiranno in direzione Ravenna sono tanti: evidentemente c'è la voglia da parte dei dipendenti di manifestare! Significa che i bancari stanno comprendendo la situazione. Si tratta di un momento importante, di un passo che andava fatto. Vediamo se servirà, se dopo questo sciopero riprenderanno le trattative…». Secondo Amadori il problema dell'Italia dal punto di vista del credito, sono le banche: «Le banche in questo Paese hanno 180 miliardi di euro di sofferenze e questi 180 miliardi stanno bloccando il credito da concedere alle famiglie e alle imprese ed è anche per questo che noi come bancari venerdì sciopereremo. Perché - spiega - l'Abi sposta solo il problema sul costo del lavoro, ma la questione è un'altra e cioè, il modo di fare banca: in Italia bisogna cambiare modo di fare banca».
Samuele Govoni
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