«Commissione d’inchiesta per l’ospedale»
Consegnate dalla Consulta per il San Camillo quasi 9mila firme in Regione: la lotta continua
COMACCHIO. È suddiviso in tre parti il corposo dossier consegnato ieri mattina da una delegazione della Consulta Popolare per il San Camillo all’Ufficio per le Relazioni con il Pubblico della Regione Emilia Romagna con le 8950 firme raccolte, per la difesa dell’ospedale. Insieme al presidente Manrico Mezzogori e ad altri esponenti della Consulta era presente anche in qualità di primo firmatario, Giovanni Gelli, che ha ufficializzato la consegna. «La prima parte del dossier – spiega Gelli – è costituita da una premessa che contiene 3 dichiarazioni, la prima rilasciata alla stampa nel settembre 2010 dall’ex-direttore generale dell’Asl Fosco Foglietta, nella quale asseriva che chiudere l’ospedale di Comacchio sarebbe stata un’idiozia; la seconda dell’ex governatore Vasco Errani che nel febbraio 2010 ammetteva che ristrutturare l’ospedale San Camillo non corrispondeva ad uno spreco e la terza dell’ex-segretario locale del Pd, Gabriele Bellini, con cui all’indomani di una conferenza sul Welfare svoltasi a Portomaggiore nel 2011, diceva che chiudere l’ospedale di Comacchio era da ritenersi un tradimento del patto con i cittadini». La seconda parte, racchiude le 8950 firme, 250 delle quali provenienti da turisti emiliano-romagnoli che hanno soggiornato sui Lidi durante la scorsa estate, mentre l’ultima parte è quella che mette sul tavolo le 2 richieste della Consulta Popolare per il San Camillo. La prima riguarda l’istituzione di una commissione speciale di inchiesta, al fine di appurare se i quasi 13 milioni di euro investiti per la ristrutturazione del nosocomio locale siano da ritenersi congrui con l’attuale destinazione non ospedaliera . Il secondo quesito porta invece alla ribalta un tema caro alla Consulta, quello della gestione mista, mediante una gestione pubblico/privata di un ramo d’azienda, «pur rimanendo un ospedale accreditato –sottolinea Gelli - al Servizio sanitario nazionale». Una volta protocollata la documentazione, l’Urp della Regione Emilia Romagna ha immediatamente interessato l’ufficio di Presidenza. Una copia è andata anche all’assessore Sergio Venturi e ai gruppi assembleari».
Katia Romagnoli
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