Il testamento di don Nevio «Mi raccomando i bimbi»
Prima di morire anche un pensiero speciale per le comunità di Ro e Ruina. Oggi pomeriggio in duomo a Comacchio i funerali di don Punginelli
RO. Un grande vuoto; questo quello che la scomparsa di don Nevio Punginelli ha lasciato nel cuore tanti ragazzi ed educatori dei vicariati di San Cassiano e San Guido che con lui hanno condiviso anni di campiscuola a Loiano e di iniziative e manifestazioni per l'Azione Cattolica, alla quale don Nevio aveva consacrato la sua intera vita. «Quando se ne va una persona è sempre la più brava, la più cara, la migliore; si dice sempre così - le parole di Gaetano -. Ma don Nevio era una persona speciale che viveva la sua vocazione pienamente, senza mai risparmiarsi fino a dare la vita per gli altri. Come un papà e una mamma vivono per i loro figli, lui viveva per Gesù e per i giovani e ci mancherà tanto. Parlava con gli occhi e con il cuore e mi sento di dire che tanti sacerdoti dovrebbero prenderlo ad esempio. Io posso dire di avere avuto l'onore e il privilegio di conoscerlo». Ieri sera in chiesa a Massa Fiscaglia c’ è stato un momento di preghiera dedicato a don Nevio, che nel suo testamento ha espresso la volontà, prima di essere sepolto, di fare "un passaggio" nel paese in cui era nato e aveva rivestito i primi incarichi pastorali. Oggi alle 15 il funerale in duomo a Comacchio presieduto dall’arcivescovo Luigi Negri, con il sindaco Marco Fabbri che ha espresso con una nota il cordoglio della comunità comacchiese. Dolore anche nelle comunità di Ro e Ruina dove don Nevio è stato parroco per vari anni. «Se non torno più, mi raccomando, fate una pizzata con i miei bambini per festeggiare don Nevio. Tutto quello che c'è in parrocchia rimarrà a Ro. Mi raccomando state uniti tra di voi e cercate di dare il giusto peso alle cose senza litigare». Queste sono state le ultime raccomandazioni che don Nevio, ha voluto esprimere ad alcuni rappresentanti del gruppo parrocchiale di Ro a lui in visita giovedi scorso presso la Casa di Cura Toniolo di Bologna. «Al suo insediamento - osserva il sindaco roese Antonio Giannini - si è messo al timone di una nave senza prua e senza poppa, una "scassona" la definiva lui, ma fin da subito ha saputo ricostruirla, potendo così farla galleggiare sapendo darle un equipaggio per farla navigare ed il tutto con profonda delicatezza e sensibilità, come il suo modo di fare quotidianamente lo dimostrava e come la sua parrocchia oggi lo ricorda come il "faro" a cui riferirsi sempre». Tante le iniziative che il gruppo parrocchiale di Ro organizzava ed al quale il don sempre partecipava, come in occasione delle festività Natalizie, al carnevale, alla festività di San Giacomo, patrono di Ro, piuttosto che i grest estivi o i momenti di preghiera comunitaria. Il ricordo più significativo del sindaco Antonio Giannini era quello di incontrare don Nevio passeggiare nella piazza Umberto I , proprio adiacente la chiesa. «Non resistevo a non fermarmi per un saluto e scambiare alcune parole, semplici ma, profonde e significative, che mi permettevano di affrontare gli impegni e le situazioni che quotidianamente incontro nel ruolo che ricopro con una sorta di "protezione" e buon auspicio, che solo lui riusciva a darmi. Ricordo l'umiltà, semplicità e lo spirito costruttivo con il quale si sono condivisi i dieci anni di quotidianità fianco a fianco con don Nevio ».
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