Tagliani: «Sulla sanità ci facciamo male da soli»
Il trasloco della Riabilitazione dal Pellegrino a Cona accende il dibattito Morghen (M5S): «Tanto decide il direttore Basaglia, ha anche fatto testamento?»
Sanità, oneri di urbanizzazione e donazione degli organi sono stati i temi che hanno maggiormente impegnato il consiglio comunale di ieri. Nessuna decisione capitale, però. Solo dibattiti attorno a mozioni e ordino del giorno sui quali si scorrazza liberamente tanto nessuno può censurare se si va fuori tema.
Organi e identità. La mozione di Ilaria Morghen (M5S) sull’indicazione di assenso alla donazione da raccogliere negli uffici Anagrafe è passata alla grande: 29 sì e l’astensione di Gol. Ma perchè fosse approvata Morghen ha tolto una riga, quella dove si diceva che l’’assenso dove essere registrato sulla carta d’identità al momento del rilascio o su richiesta del cittadino. «Non avrei problemi - ha detto l’assessore Simone Merli - ci stiamo lavorando da due mesi, ma se manca il decreto attuativo non possiamo fare aggiunte a nostro piacimento sulla carta d’identità». Di qui la richiesta di mettere per il momento tra parentesi la faccenda della carta d’identità, accolta dalla capogruppo dei Cinquestelle.
Oneri e edilizia. Sull’ordine del giorno per la parziale revisione degli oneri urbanistici presentato da Vito Guzzinati e Tommaso Cristofori (Pd) il voto ha rispettato gli schieramenti in campo: è passato con i 18 voti di Pd, Sel e Ferrara Concreta, i 2 no di Gol e Lega, mentre si sono astenuti M5S, Fi, Fdi. È stato Cristofori a illustrare il documento che impegna la giunta a incentivare fiscalmente i «progetti di riconversione e riqualificazione che del patrimonio edilizio»» e a riproporzionare gli oneri che gravano nei cambi d’uso. L’assesore all’urbanistica Roberta Fusari ha detto che già lo Sblocca Italia prevede uno sconto del 20% per gli oneri urbanistici che si pagano per le ristrutturazioni edilizie; oggi la giunta dovrebbe deliberare al riguardo. Ha specificato che il Comune ha qualche margine di manovra sulla monetizzazione degli standard urbanistici; per il resto la materia è regolata da una legge regionale del 1998. Non a caso l’odg sollecita di mettere mano alle tabelle degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria.
Sanità e tafazzismo. La questione sanità è salita alla ribalta con l’odg di Dario Maresca (Pd) dedicato al centro di Riabilitazione S. Giorgio e al piano di trasferimento dalla Casa del Pellegrino a Cona. Per Maresca il trasloco non dovrà in alcun modo pregiudicare la qualità delle prestazioni e il livello di eccellenza che contraddistingue la Riabilitazione e in tal senso l’odg chiama a vigilare sindaco e giunta.
Morghen è partita all’attacco di un documento definito «l’ennesimo fazzoletto rosso sbandierato» mentre la sanità ferrarese è al culmine della crisi e presto le due aziende sanitarie subiranno «un commissariamento ad acta»; da Bologna invieranno «nuovi tagliatori di teste» ha previsto con riferimento alla nomine dei nuovi direttori generali di S. Anna e Asl. Morghen ha usato anche l’arma del sarcasmo descrivendo il direttore del San Giorgio Nino Basaglia, come un padre padrone: la struttura del S. Giorgio traslocherà «quando il direttore deciderà per essa, ignoriamo al momento eventuali lasciti testamentari».
Paolo Spath (Fdi) ha esaltato le professionalita del S. Giorgio ma ha attaccato il governo della sanità e ha proposto che venga acquistata con soli pubblici la Casa del Pellegrino, dove ora la Riabilitazione paga un affitto di circa 400 euro l’anno all’Inail. L’assessore Chiara Sapigni ha spiegato che oggi comprare un immobile (così come pagare un canone) significa sottrarre risorse a investimenti in tecnologie sanitarie e professionalità. Quanto ai timori legati al trasloco ha specificato che un’Ázienda che ha gestito «il trasferimento di un ospedale sarà in grado di gestire anche quello di un reparto». Rendine (Gol) ha mosso un attacco diretto all’assessore. Per Matteo Fornasini (Forza Italia), l’occasione per ragionare a fondo sarà offerta dalla commissione Sanità, di cui ha chiesto la convocazione. Alberto Bova (Ferrara Concreta), che presiede la commissione, ha annunciato che la riunirà tra fine febbraio e inizio marzo. E ha aggiunto: «Piaccia o no l’ospedale è a Cona, e se là deve andare la Riabilitazione ci andrà».
Durante il dibattito si è parlato anche di Area Vasta, il sindaco Tagliani è partito da lì: «L’Area vasta sanitaria (Bologna, Ferrara, Imola) è già stata definita da una legge regionale 3 anni fa. Chi aveva dei dubbi doveva sollevarli allora». Alle sirena romagnola Tagliani non cederà; informa che spedire Ferrara in un’area a forte identità come la Romagna sarebbe nefasto; là si stanno già azzannando tra Ravenna, Forlì e Rimini. Come dire che Ferrara verrebbe spolpata.
Ha ribadito che Medicina non è in discussione e che «è un pezzo identitario della città». Secondo Tagliani il pericolo maggiore non viene da Bologna o da Ravenna, ma da Ferrara e dai ferraresi, «Parliamo di spezzatino, ma sono tutte balle, diciamo che non siamo capaci e invece abbiamo fatto dei passi avanti documentati pochi giorni fa nella conferenza sanitaria. Abbiamo tante eccellenze, non solo Riabilitazione, ma non le valorizziamo. Così diamo l’immagine di un territorio che vive ai confini della realtà. Il nostro limite siamo noi stessi, il nostro andare in ordine sparso». È finita così: odg approvato con i voti di Pd e Lega Nord; si sono astenuti M5S, Gol, Fi, Fdi, Ferrara Concreta). Un po’ di ordine sparso pure qui.
Pari Opportunità. Sì è costituita la commissione Pari opportunità: presidente Deanna Marescotti (Psi, gruppo Pd), vice Paola Peruffo (Fi)
Marcello Pradarelli
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