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Aldrovandi, la difesa dei poliziotti: "Lo Stato ha pagato indebitamente il risarcimento"

La madre di Federico la sua immagine
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La madre di Federico la sua immagine

I giudici si riservati e vanno in decisione, sentenza tra 15 giorni sulla richiesta di condannare i 4 agenti colpevoli per la morte di Federico a  risarcire 2milioni di euro: a luglio sequestrati tutti i beni dei poliziotti

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FERRARA. I giudici della Corte dei Conti da ieri sono «in decisione» sulla richiesta di condanna al risarcimento di quasi 2 milioni di euro verso i 4 poliziotti coinvolti, processati, condannati e detenuti per sei mesi per la morte di Federico Aldrovandi. La sentenza sul merito della Corte, presieduta dal presidente Luigi Di Murro, dovrebbe essere depositata entro 15 giorni, ma potrebbe slittare anche fino ad un mese. Nei confronti dei 4 agenti di polizia dall’estate scorsa era scattato il pignoramento di 1/5 dello stipendio e il sequestro conservativo di tutti i loro beni a copertura di una somma di 467mila euro ciascuno. Ieri mattina davanti ai giudici, e le parti, si è discusso nel merito della richiesta, che la procura della Corte dei Conti ha ribadito, mentre la difesa dei 4 agenti sostenuta dal pool di legali ha replicato alla tesi d’accusa, come spiega l’avvocato Marco Zincani, che non vi sono i presupposti per tale richiesta in quanto «lo Stato ha pagato indebitamente».
Una difesa tecnica sulla quale ora dovrà pronunciarsi la Corte e lo farà nelle prossime settimane. Come si ricorda, infatti, il Ministero dell’Interno pagò circa 2 milioni di euro alla famiglia Aldrovandi affinchè si ritirasse dalla parte civile nei processi dopo il primo grado. Una decisione che avrebbe creato, secondo la procura contabile «un grave danno erariale subito dal Ministero e dallo Stato». Secondo i difensori che hanno illustrato le eccezioni ai giudici contabili, invece, «non esisteva nessun nesso tra il fatto commesso e l’atto con cui lo Stato aderì al pagamento, tanto che - spiega l’avvocato Zincani - vien da chiedersi se un problema di coscienza dello stato debba ricadere sui cittadini». Quale? Negli anni, tutti i giudici hanno sostenuto la responsabilità dei 4 agenti nella loro imperizia nell’intervento che portò alla morte di Aldrovandi. Ma l’avvocato Zincani informa di aver allegato alla sua difesa documenti che definisce «devastanti» dello stesso Ministero, in cui invece si può affermare che «gli agenti in questione si sono comportati da agenti modello: materiale che verrà reso noto in un secondo momento, dopo la sentenza». Questo, conclude, per garantire serenità del giudizio della Corte.<QM> (d.p.)
 

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