Ambulanze del soccorso C’è un’inchiesta aperta
I magistrati starebbero verificando se sussistono i requisiti per l’accreditamento dei veicoli utilizzati da associazioni e società per emergenza e trasporto infermi
Non c’è soltanto un aspetto “sociale” nel caso-ambulanze riproposto in questi giorni dall’episodio del paziente che sabato scorso ha atteso per due ore, dopo essere stato dimesso dall’ospedale Sant’Anna, l’arrivo di un mezzo attrezzato che lo riaccompagnasse a casa. Questo tipo di servizio oggi è affidato (in prima battuta, vedi l’articolo accanto) al volontariato e alle undici associazioni autorizzate ad effettuare i trasporti. Un sistema che sta mostrando da anni tutti i suoi limiti proprio a causa della natura volontaria del servizio, che soprattutto nelle ore serali e nel week end non risulta di fatto disponibile per i più svariati motivi.
Le ambulanze però da mesi sono al centro anche di un’altra questione sulla quale ha allungato lo sguardo la magistratura. Le prime avvisaglie erano emerse già l’estate scorsa. L’ambito d’interesse si sposta, in questo caso, verso il campo prettamente sanitario perché il servizio finito nel mirino di segnalazioni redatte dai sindacati e trasmesse alle direzioni di Asl e Sant’Anna fornisce ambulanze per i trasporti cosiddetti ordinari (da ospedale a ospedale, ad esempio) e per l’emergenza-urgenza.
Il sindacato Uil-Fpl aveva sintetizzato i fatti in una nota inviata ai due direttori generali nella quale si richiedeva «una urgente verifica della validità e attualità del possesso dei requisiti specifici che hanno consentito l’accreditamento delle strutture di soccorso/trasporti infermi sia in capo ai soggetti pubblici (aziende sanitarie) che privati o di volontariato che agiscono sul territorio provinciale e/o hanno in essere convenzioni». Nel documento si sollecitavano le aziende sanitarie ad accertare per le ambulanze e automediche impiegate «il non superamento del limite di impiego “definito in 7 anni o 300mila km” verificando la data della carta di circolazione e la corrispondente targa di ogni veicolo sia pubblico che privato o di volontariato».
La Uil-Fpl chiedeva di approfondire anche un altro aspetto, e cioè se al momento dell’accreditamento «vi fossero veicoli che avevano già superato i requisiti specifici indicati per anni e/o km percorsi».
Circa un anno fa erano stati alcuni operatori del “118” a segnalare alla stampa la carenza di ambulanze disponibili per le prestazioni legate all’emergenza-urgenza, in particolare dopo il trasferimento del Sant’Anna a Cona. A questo proposito si può ricordare che dallo scorso novembre la quinta ambulanza è entrata stabilmente nel sistema dell’emergenza sanitaria predisposto dall’Asl.
Risale al luglio scorso la notizia (anche questa riportata dai mezzi di informazione) che la Guardia di Finanza stava svolgendo accertamenti sulla regolarità di alcuni automezzi utilizzati da un’associazione di volontariato della provincia. La notizia era stata comunicata durante un incontro sul sistema dei trasporti sanitari tra sindacati e Asl e aveva ispirato la lettera poi inviata dall’Uil ai direttori generali.
Dopo quella riunione anche Cgil e Cisl erano insorte per criticare la scelta dell'Asl di affidare dal primo agosto al 31 dicembre la gestione del trasporto pazienti alle associazioni di volontariato, scalzando la cooperativa Cidas dal servizio.
L’Asl, attraverso uno dei suoi dirigenti, oggi spiega che «le aziende sanitarie si sono adeguate al contenuto delle circolari esplicative emesse dalla Regione che invitavano le aziende sanitarie dell’Emilia Romagna ad avvalersi per i trasporti sanitari prioritariamente del volontariato». Per Cgil e Cisl la scelta, avevano protestato allora, «toglie al volontariato la sua fondamentale funzione di coesione e promozione sociale, svilendolo a strumento di produzione di ulteriore povertà del nostro territorio».
«Una commissione tecnica di controllo è al lavoro da mesi proprio sulla verifica della conformità del servizio rispetto ai requisiti richiesti per l’accreditamento», annuncia il direttore sanitario Asl Mauro Marabini. Aspetti su cui sta indagando anche la magistratura,ma in procura sugli sviluppi si mantiene il massimo riserbo.
Gioele Caccia
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
