Cmv, Area e Soelia: sì all'unione ma con chiarezza
Le segreterie nazionali di Uiltec UIL e Uil trasporti UIL chiedono notizie sull'annunciata fusione
Alla vigilia delle festività natalizie, come autentici botti e fuochi d’artificio di fine anno, erano state fatte da più parti, tutta una serie di dichiarazioni su un possibile riassetto delle principali “multiutility” presenti nel nostro territorio provinciale.
È iniziato tutto a Cento, quando in occasione della cosiddetta giornata della “trasparenza” il gruppo dirigente della CMV aveva rappresentato la possibile nascita di una nuova società per la raccolta dei rifiuti, attraverso la fusione della stessa CMV con AREA e SOELIA. Nella stessa occasione era stata prospettata la riorganizzazione di alcune attività di CMV e di AREA nel settore dell’energia e dell’impiantistica in un’ulteriore nuova società.
A stretto giro di posta il sindaco di Ferrara, nonché facente funzione del presidente della Provincia, veniva coinvolto in un giudizio a mezzo stampa sull’operazione, senza per l’altro esporsi e lasciando aperta la strada alle più diverse interpretazioni. Allo stesso tempo, però, le Amministrazioni Comunali di Argenta e Comacchio, date come probabili se non certe partecipanti all’operazione, si smarcavano e definivano affrettate le dichiarazioni del gruppo dirigente di CMV.
Cittadini, lavoratori e sindacato si chiedono ora, abbondantemente superata la pausa natalizia, come mai sia calato il silenzio su tutta la vicenda! Ancora una volta, purtroppo secondo noi, la politica sta perdendo una occasione per dare ed offrire risposte certe ad un problema, quello della aggregazione delle società di pubblica utilità, che meriterebbero un approccio più deciso e responsabile.
Per Uiltec-UIL e Uiltrasporti-UIL di fronte a questa, a tratti anche incomprensibile, babele di prese di posizione le priorità da perseguire continuano ad essere ovviamente solo la salvaguardia dei posti di lavoro ed il mantenimento di servizi efficienti da prestarsi a costi contenuti e coerenti con gli obiettivi di equità sociale del servizio pubblico.
Ciò si può ottenere, e ne siamo sempre più convinti, principalmente attraverso un percorso in cui emergano in modo realmente trasparente le opportunità, e per noi sono tante, derivanti da questo progetto di aggregazione. Opportunità da cogliere non solo in termini di sinergie e efficientamenti organizzativi, la dove la dimensione “provinciale” della nuove imprese potrebbe allinearsi ed adattarsi meglio alle esigenze del territorio, ma soprattutto nella capacità di offrire servizi completi e realmente integrati. Servizi che siano tra l’altro finalmente in grado di sviluppare e favorire la nascita/consolidamento di nuove filiere ed attività produttive, con riciclaggio ed efficienza energetica in primo piano.
Ne consegue la necessità del sindacato di arrivare, nelle sedi opportune, alla discussione di un vero e proprio piano industriale. Una sede in cui siano formalizzati gli obiettivi che si vogliono raggiungere e le modalità/tempistiche che si vogliono utilizzare. Solo così il sindacato sarebbe messo nelle condizioni di esprimere un giudizio sulla sostenibilità sociale del progetto e sulla reale capacità di garantire una risposta occupazionale a tutti, e sottolineiamo tutti, i lavoratori coinvolti.
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