I pescatori: il mare invaso dalle reti
PORTO GARIBALDI. È dei giorni scorsi l'allarme lanciato dagli operatori della piccola pesca di Porto Garibaldi che da tempo durante le uscite in mare si trovano a pescare insieme al pesce decine e...
PORTO GARIBALDI. È dei giorni scorsi l'allarme lanciato dagli operatori della piccola pesca di Porto Garibaldi che da tempo durante le uscite in mare si trovano a pescare insieme al pesce decine e decine di «reti tubolari in plastica usate nel confezionamento di mitili, vongole e altri frutti di mare». Una situazione on cui quotidianamente devono fare i conti le circa 30 imbarcazioni che una volta tornate in porto si trovano a fare la cernita tra il pesce pescato e questo ammasso di plastica, che galleggia non solo a 2-3 miglia dalla costa, ma che arriva con le correnti marine fino al molo. Inoltre, raccontano i pescatori già colpiti dalla crisi dovuta alla sempre minor pescosità del mare, che questo materiale dopo un po' di tempo smette di galleggiare e si va a depositare sul fondo del mare e pertanto durante le battute di pesca si intrappola nelle reti da pesca a strascico. Problema che sembra provenire dagli "allevamenti di mitili" che una volta "maturi" vengono raccolti sulle imbarcazioni di chi pratica questo tipo di pesca; i mitili liberati dalle reti di semina vengono deposti sulle barche mentre le reti-contenitori vengono buttate in mare. Evidentemente non tutti gli operatori che hanno queste licenze si preoccupano di riporre le reti tubolari per smaltirle una volta a terra. Questo fenomeno che si va ad aggiungere al già esteso inquinamento a cui purtroppo è soggetto il mare , rappresenta un rischio per tutto l'eco sistema, incidendo sulle creature che vivono in mare; la plastica infatti è una presenza particolarmente dannosa per diverse specie animali . Gli operatori della piccola pesca chiedono a gran voce un intervento immediato da parte degli enti preposti di sorveglianza e controllo e di intervento su questo fenomeno e su chi lo crea, situazione che ha trasformato la nostra parte di mare in una "pattumiera". È necessaria anche una campagna di sensibilizzazione del fenomeno "rifiuti in mare" più in generale, allorché le conseguenze di questa silenziosa forma di inquinamento riguardano tutti, gli interessi in gioco sono sia degli addetti ai lavori che vivono delle risorse del mare, sia delle persone che a loro volta consumano "i doni" che provengono dal mare, prima che sia troppo tardi per tutti.
Caterina Bonazza
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