La Nuova Ferrara

Ferrara

«Il Pd? Si ricompatterà». Fabbri spera il contrario

«Il Pd? Si ricompatterà». Fabbri spera il contrario

I parlamentari dem ferraresi manifestano serenità. Il leghista: «Ma se si dividono i nostri 38 voti diventano determinanti»

2 MINUTI DI LETTURA





Se il Pd è dato in fibrillazione per gli inevitabli traumi interni che una travagliata elezione del presidente della Repubblica comporterebbe, tale agitazione sembra non toccare i parlamentari ferraresi del Pd. Sia la senatrice Maria Teresa Bertuzzi che i deputati Paola Boldrini e Alessandro Bratti descrivono una situazione diversa rispetto a quella divulgata dai media. «Io registro una grande serenità e nei colloqui con i colleghi - dice la Betuzzi - non avverto preclusioni forti sui nomi che circolano. L’assemblea dei parlamentari con Renzi è andata bene. Io credo che con l’elezione del presidente il Pd si ricompatterà e che non si ripeterà il 2013».

Analoghe sensazioni ha Bratti che sta alla Camera: «Fra le tante cose che ha detto Renzi una mi è piaciuta in modo paricolare, quando ha affermato che questi settant’anni sono stati fatti dei presidenti della Repubblica e che altri se ne faranno. Insomma, il passaggio è importante, ma mi pare che in giro vi sia senso di responsabilità e consapevolezza. E soprattutto non siamo nel 2013. Oggi ci sono più fibrillazioni nel M5S, che fa sempre più fatica a tenere insieme i pezzi, come dimostra l’uscita di altri nove deputati e di un senatore».

Paola Boldrini, nemmeno fosse una veterana - è deputata da due settimane - recita lo stesso salmo: «Esternamente questa fase è vissuta come staordinaria, qui si continua a fare il normale lavoro, il timing non ha subito variazioni. C’è stato un dibattito lunedì alla a riunione con Speranza (il capogruppo alla Camera) e Renzi, c’è la consapevolezza del momento».

Alan Fabbri, consigliere regionale della Lega promosso al rango di grande elettore, spera che le sensazioni dei tre democratici siano sbagliato e che sia il Pd che Fi si spacchino quanto basta per mettere in gioco i voti di Salvini: «Siamo 38 - dice mentre tira fuori la valigia con cui andrà a Roma stasera - e se negli altri partiti ci saranno dei movimenti strani, i nostri voti potrebbero diventare determinanti». Certo non per qualsiasi presidente: «Di tutti quelli che circolano nessuno mi eccita, ipotesi come quelle di Prodi e Casini poi mi fanno letteralmente rabbrividire. Se il popolo dovesse votare questi candidati ci sararebbe di nuovo un grande astensionismo. Io spero in un presidente davvero super partes e che magari non provenga dal mondo politico».

Fabbri si fa un altro augurio, che, accidentalmente coincide con quello di Renzi «Sono orgoglio ed entusiasta di partecipare all’elezione del presidente della Repubblica, ma spero che tutto finisca presto, perchè ho altro da fare in Emilia».(m.p.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google