«Le casette Ascom? Inadatte alla città»
L’assessore Serra sulla Festa del Regalo: con Confesercenti miglioreremo l’attuale struttura e cambieremo la merceologia
La Festa del Regalo tornerà anche il Natale prossimo sul Listone, con qualche ritocco ma senza la rivoluzione in stile nordeuropeo progettata da Ascom. Il Comune non ha infatti intenzione di cambiare radicalmente la tipologia della struttura, come spiega l’assessore al Commercio, Roberto Serra, che affronta anche i temi del sovraffollamento di fiere e bancarelle nel sistema piazze, e della morìa di attività.
Dopo le polemiche del periodo natalizio, il progetto delle casette Ascom per una Fiera del regalo rinnovata le è stato presentato oppure no?
«Guardi, l’Ascom mai ha chiesto appuntamenti con me sulla questione, nè mi risulta che abbia svolto approfondimenti particolari con il sindaco. Il rinnovamento sotto il profilo merceologico della festa ci sta molto a cuore, e su questo c’è condivisione anche da parte di Confesercenti, alla quale fanno riferimento gli ambulanti del consorzio».
E l’attuale struttura, che non sembra compatibile con le casette in legno proposte da Ascom?
«Quella struttura è nata modulabile, è quindi possibile adattarla ad un format diverso. Confesercenti si è detta disponibile a ragionare per migliorarla e renderla più adatta sotto il profilo della sicurezza e della vivibilità della piazza, proveremo a coinvolgere il Dipartimento di Architettura, e naturalmente la Soprintendenza dovrà dire la sua. Le casette in legno stile montanaro, o simili, però riteniamo che non siano appropriate alla nostra realtà. Sono improponibili, inadatte alla città».
Capitolo chiuso, insomma. Resta invece ben aperto quello del riordino delle fiere nel sistema piazze della città: troppo affollamento, si trasloca?
«L’idea è quella di mantenere nelle piazze principali solo i mercati più qualificati. Il venerdì? Ci sono problematiche da superare: ad esempio, vorremmo mettere delle panchine in piazza Trento Trieste, il progetto si sta vagliando proprio in queste settimane, ma le posizioni sono determinanti per valutarne la compatibilità con le bancarelle. Non ci sono solo piazza Trento Trieste, Savonarola e Municipale, però, abbiamo altri siti che in qualunque città sarebbero considerati centrali. Penso a via Carlo Mayr, che sta mostrando una vivacità addirittura superiore al periodo pre-crisi, e a piazza Verdi. Se voglio... lo scontro con la Cgil (la piazza ha un parcheggio usato anche dalla Camera del lavoro, ndr)? Ma no, però non bisogna partire dall’idea che in questa città non possa cambiare mai nulla».
L’emorragia di negozi e pubblici esercizi in centro sembra inarrestabile. Cosa si sta facendo di concreto?
«Stiamo solo attendendo la conferma per iscritto dell’Agenzie delle entrate regionale, poi faremo pubblicità assieme alla Camera di commercio su contratti per temporary shop, fino ad un anno, e i 6+6 a canoni crescenti, che sono vantaggiosi per i negozianti ma poco conosciuti. Da parte nostra, metteremo presto a bando l’ex Baccarat (ci sono interessamenti) e abbiamo qualche centinaia di migliaia di euro per ristrutturare l’ex Bazzi. Agevolazioni particolari per i gestori extracomunitari? No, non mi risulta. Comunque evitiamo toni “terroristici”, è vero che molti chiudono ma mi risulta che sull’Estesport ci siano interessamenti, il ristorante Max si è rinnovato. Non ci sono solo chiusure, insomma».
Forse peggiore è la morìa di attività nelle frazioni, un problema sociale. Non si possono studiare agevolazioni, magari di tipo fiscale?
«No, e ricordo un bando della Camera di commercio, un paio d’anni fa, che distribuiva fondi ma al quale hanno aderito in pochi. Possiamo usare un occhio di riguardo per chi è in affitto da noi, forse lavorare sui servizi decentrati».
La tassa di soggiorno è strutturale?
«Direi ormai di sì, ma stando ai dati in crescita dei turisti, non pare provochi disastri».
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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