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Quei “no” al nazismo che hanno illuminato il buio dell’umanità

Quei “no” al nazismo che hanno illuminato il buio dell’umanità

Alla sala Estense la premiazione degli internati militari Il racconto di Michele Montano, il pianto di Fabbiano Sivieri

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La volontà di non dimenticare, l’imposizione di non ripetere mai più atti terribili che sono stati tra gli abissi più bui dell’umanità. Tutto questo è il 27 gennaio, la Giornata della Memoria dedicata al ricordo perenne degli stermini e delle persecuzioni operate dai nazisti. Tradizionalmente il momento più significativo dell’ampio calendario di iniziative è la cerimonia di consegna della medaglia d’onore del capo dello Stato agli ex internati militari, i soldati deportati nei lager perché si rifiutarono di aderire alla repubblica di Salò.

Quest’anno si è scelto di spostare l’incontro dalla prefettura alla Sala Estense, per poter offrire la più ampia partecipazione possibile agli studenti delle scuole ferraresi. In tantissimi hanno potuto ascoltare la voce di Michele Montano, che fu catturato dai tedeschi nemmeno ventenne. «Durante la prigionia sono stato in otto campi di lavoro, rifiutando sempre di aderire al nazismo: un modo per dire “no”, rimanendo fedele ai miei principi e alla mia patria», ha detto l’uomo originario del Molise, prossimo a compiere 94 anni. Le sue parole hanno destato una profonda emozione in tutti i presenti: autorità civili e militari, semplici cittadini. «A noi, alla mia generazione fortunata che non ha conosciuto la guerra – ha affermato il prefetto Michele Tortora -, spetta la missione storica di conservare la memoria del patrimonio di dolore su cui è fondata la nostra Repubblica e trasmetterla alle nuove generazioni». I reduci dai campi spesso non hanno parlato per anni della loro esperienza. «Quando lo hanno fatto – ha proseguito Tortora - ci hanno raccontato episodi di raccapricciante orrore, ma anche straordinari episodi di umanità e di solidarietà. Consegnando oggi la medaglia d’onore rendiamo idealmente un doveroso tributo a tutti coloro che seppero fare la scelta giusta e tanto hanno sofferto per la brutalità della guerra, ricordando specialmente coloro che non sono tornati».

Ieri sono stati sei gli ex Imi insigniti dell’onorificenza. Solo uno di questi ancora in vita: Fabbiano Sivieri, 94 anni. Grande la sua emozione nel momento in cui il prefetto gli ha consegnato la medaglia: tra le lacrime, l’ha baciata ripetutamente. Una commozione che non si è arrestata nemmeno quando il sindaco Tiziano Tagliani gli ha affidato la pergamena. Sono stati i parenti, invece, a ricevere la medaglia del presidente della Repubblica alla memoria di Vittore Felice Finotelli di Berra, Mario Balboni di Cento, Fortunato Lanzoni di Ostellato, Luigi Benatti e Giuseppe Buzzoni di Ferrara. Salgono quindi a 333 gli ex Imi ferraresi insigniti nel corso degli ultimi anni.

Durante la mattinata sono state inoltre consegnate le onorificenze a sette cittadini benemeriti: Ermanno Tosi (ex presidente del consiglio comunale di Copparo e impegnato nel volontariato), Dario Barbieri (sindaco di Tresigallo), Walter Chessa (brigadiere in servizio alla stazione carabinieri di Cento), Domenico Libonati (impiegato dell’Agenzia delle Entrate di Ferrara), Biagio Francesco Mitello (in servizio presso la capitaneria di Porto di Ravenna), Edmo Mori (comandante dei vigili urbani di Bondeno in pensione) e Giovanni Santagata (maresciallo dei carabinieri in servizio al comando di Cento). L’appuntamento si era aperto con la proiezione di un video realizzato dall’Anpi, con testimonianze degli internati militari superstiti ai campi nazisti.

Fabio Terminali

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