Più ‘biologico’ per lanciare il mercato della frutta
Copparo, ieri il punto della situazione nel convegno sui piani anti crisi Kiwi e pere saranno le coltivazioni che potranno garantire i risultati più evidenti
COPPARO. Ieri pomeriggio, alla sala conferenze di via Cosmè Tura 8 in zona artigianale a Copparo, si è svolto un importante convegno sull'agricoltura organizzato da Apofruit, Cia, Riff 98 e Comune di Copparo, sul tema: Progetti anticrisi per la frutticultura ferrarese.
Un pomeriggio di dati, numeri, tendenze, progetti su una frutti-cultura come quella della provincia, diffusa e sviluppata ma in un momento di crisi. Dopo il saluto del vicesindaco Martina Berneschi che ha ricordato l'interesse del Comune di Copparo per un settore che va considerato prioritario sul territorio, sono poi intervenuti altri relatori. Dopo una prima introduzione di Mirco Zanotti, presidente di Apofruit, una delle cooperative agricoli più importanti del settore, lungo e circostanziato intervento da parte del direttore generale della stessa Apofruit, Ilenio Bastoni. Secondo la sua analisi, legata all'attività della Coop e ai numeri che ne risultano, le strade per uscire dalla crisi sono segnate: innovazione nelle varietà, con nuove proposte (il kiwi giallo, oppure la Falstaff, una pera Abate dalla buccia rossa conosciuta appunto come Abate Rosso) che abbiano da una parte vantaggi per il coltivatore (resistenza, resa, prezzo ricavabile e così via) per il marketing, perché ci sono mercati, come quello orientale, in cui la buccia rossa aiuta a vendere il prodotto, ma va considerata anche la possibilità di avviare delle coltivazioni biologiche, altra grande sfida per la commercializzazione e per il consumatore che oltre a prezzi onesti, acquista frutta meno trattata, biologica e salubre.
Poi, va considerata la necessità di trovare ed aggredire nuovi mercati, e non si parla solo di estero ma, per il biologico anche di conquistare spazi nella grande distribuzione con importanti quote di mercato. Dopo Bastoni, l’intervento del nuovo presidente della Cia ferrarese, Stefano Calderoni, che ha insistito sulla crisi del settore, sulla perdita di ettari coltivati a pera. Non si tratta solo di un momento difficile di mercato, secondo Calderoni, «ma di una situazione negativa che va analizzata, studiata e contrastata in modo efficace, perché i nuovi mercati vanno conquistati ma in concorrenza con Paesi che già si sono mossi e sono quindi in vantaggio, e servono nuove idee sia per le nuove specie che per il marketing, come per esempio ha fatto in passato il consorzio Melinda, capace di una efficace strategia unitaria».
Soprattutto, insomma, si deve lavorare con nuove idee per ridurre il calo di addetti, e per non perdere un'eccellenza assoluta come la pera ferrarese.
Alessandro Bassi
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