Ultimi ritocchi per la mostra in Castello Estense
I capolavori di Boldini e De Pisis pronti per l’esposizione : due parti parallele con i grandi interpreti ferraresi
Manca pochissimo all’inaugurazione (domani ore 18) della mostra dedicata a Giovanni Boldini e a Filippo De Pisis. Sabato è il giorno in cui il Castello Estense debutta in qualità di sede espositiva temporanea, aprendo le sue sale a chi vorrà ammirare le opere dei due grandi pittori ferraresi. Ieri mattina era in pieno corso l’allestimento: ore frenetiche, tra posizionamento di quadri, controllo degli apparati di sicurezza, messa a punto delle luci e tutto ciò che occorre affinché l’arte risplenda al meglio. Un “pacchetto di mischia”, quello impegnato pancia a terra nel lavoro da completare entro domani, che è capitanato da Maria Luisa Pacelli. «Si tratta di un allestimento che all’apparenza è molto leggero, ma che in realtà è complesso, pensato appositamente per integrare le opere di Boldini e De Pisis con quel che già esiste qui dentro. Infatti abbiamo voluto mantenere, come vedete, le spiegazioni inerenti alle varie sale», spiega la direttrice delle Gallerie d’arte moderna e contemporanea, che guida la visita con la stampa insieme alla conservatrice Barbara Guidi e al vicesindaco e assessore alla cultura Massimo Maisto.Il percorso espositivo è composto da due parti parallele: l’ala sud del Castello ospita i capolavori di Boldini, mentre i Camerini del principe, eccezionalmente aperti al pubblico, quelli di De Pisis. Le due parti comunicano, incrociandosi, per mezzo con la riproduzione sonora di un’intervista fatta dal secondo al primo (pubblicata sul “Corriere Padano” nel 1925), con le voci prestate dagli attori Marco Sgarbi e Fabio Mangolini. Ieri mattina la parte più “sottosopra” (“ma vedrete che per l’inaugurazione ce la faremo, abbiamo visto situazioni peggiori”, rassicurava la Pacelli) era quella che riguarda il Boldini. Tuttavia l’affascinante sequenza che presenta le opere dell’artista nelle sue diverse fasi di lavoro, dalla Firenze dei Macchiaioli alla Parigi degli Impressionisti. Ecco il “Notturno a Montmartre”, i celebri “Ritratto del piccolo Subercaseux” e “La signora in rosa”. Più avanti arriva De Pisis: le sue nature morte, i suoi commoventi quadri dipinti nella clinica in cui morirà appena sessantenne. Ancora poco e nel monumento simbolo della città l’allestimento “L’arte per l’arte” metterà in mostra i suoi tesori.
Fabio Terminali
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