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richiamo alla solidarietà

Raccolta di beni per aiutare i bisognosi

Raccolta di beni per aiutare i bisognosi

Sono un centinaio le persone che vivono nella povertà estrema, appello ai cittadini

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Da inizio anno in 85 sono andati alla Caritas per farsi una doccia e ripararsi dal freddo: un terzo di loro si è detto senza fissa dimora. Una condizione che, secondo stime non facili da verificare, accomuna oltre un centinaio di persone in città, alcuni dei quali fuori da progetti di accoglienza. In favore soprattutto di queste persone, caratterizzata dalla povertà estrema, viene lanciato un appello alla solidarietà.

«Ne riprendiamo uno simile di due anni fa – spiega l’assessore Chiara Sapigni, in conferenza stampa nella sede del Csv – quando l’inverno fu particolarmente rigido. Si tratta di un gesto semplice ma che in realtà aiutano molto quelle associazioni che sono sul campo tutti i giorni su questi temi: è fondamentale coinvolgere la città e non essere indifferenti pensando che a me non toccherà mai».

Chi volesse contribuire può recarsi nelle sedi di Caritas (via Brasavola) e Associazione Viale K (via Mambro) per portare beni per l’accoglienza (lenzuola, federe, coperte, asciugamani), generi per l’igiene personale e la pulizia (carta igienica, detersivi, saponi, lamette, detergenti generici), altri alimenti non deperibili (per l’infanzia assieme ai pannolini, olio, caffè, zucchero, latte); ma pure sacchi a pelo da esterno per chi rifiuta l’ospitalità notturna e preferisce rimanere all’aperto a rischio di assideramento. I cittadini, tra l’altro, sono invitati a segnalare le persone che dormono fuori casa al numero di emergenza della polizia municipale (0532/418600 -418601), attivo 24 ore su 24.

I materiali raccolti verranno distribuiti anche alle associazioni Filippo Franceschi e Nadiya, e successivamente ai bisognosi. «Queste iniziative – dice Raffaele Rinaldi (Viale K) – sono utili anche perché si riesce a intessere legami con persone che, passata l’emergenza freddo, sono eventualmente disponibili a fare un percorso di inserimento sociale. Ma può anche essere il momento in cui le persone decidono di dare un po’ del loro tempo per offrire solidarietà, senza delegare ad altri». Michele Luciani (Caritas) segnala «una richiesta che ancora non siamo riusciti a soddisfare e che assolutamente manca: un centro diurno di accoglienza».

Fabio Terminali

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