«Le omelie islamiche tradotte anche in italiano
«Sermoni in lingua italiana durante le funzioni religiose islamiche»: è un’idea del gruppo consiliare Fratelli d’Italia che verrà sottoposta ai cittadini. Da questa mattina, sotto il Volto del...
«Sermoni in lingua italiana durante le funzioni religiose islamiche»: è un’idea del gruppo consiliare Fratelli d’Italia che verrà sottoposta ai cittadini. Da questa mattina, sotto il Volto del Cavallo ci sarà il banchetto per la raccolta firme. «Auspichiamo si possa arrivare a quota 300 firme entro una settimana – dice Paolo Spath, consigliere comunale e coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia -, l’iniziativa nasce da una sensazione di grande pericolo per possibili attacchi terroristici anche nel nostro Paese. La petizione era già in cantiere prima della strage di Parigi che di fatto ha solo accelerato i tempi per la sua attuazione». In pratica, si vuole maggiore chiarezza nei riti religiosi non solo di matrice islamica. “Le omelie in lingua italiana sono necessarie per una questione di trasparenza. Il rito è un’altra cosa, certe parti della funzione è giusto che rimangano nella lingua del paese di origine o sotto qualsiasi forma prescritta, questo è un diritto sacrosanto dei fedeli. Anche nella fede cattolica certe messe sono ancora fatte in latino, ma questo non costituisce fonte di pericolo per il messaggio trasmesso. Sono i messaggi che potrebbero essere veicolati fatti a prescindere dal rito ad essere potenzialmente pericolosi. Non lo devono essere per forza, ma tradotti in lingua italiana darebbero garanzia di trasparenza. Vogliamo che la petizione vada avanti sino a diventare proposta di legge».
Per Fratelli d’Italia, alla conferenza stampa che siè tenuta in municipio nell0ufficio del gruppo Fdi, era presente anche Stefano Barbieri.
Corrado Magnoni
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