Spazio Marconi, creare imprese per le giovani leve
Comacchio, un’opportunità per i ragazzi di potersi mettersi in gioco Il progetto prevede un laboratorio di fabbricazione analogica e digitale
COMACCHIO. Potrebbero esserci il futuro Mark Zuckerberg, giovane statunitense che dal nulla ha dato vita al colosso Facebook o, come ha ricordato il sindaco Marco Fabbri, un altro Antonio Cavalieri Ducati, partito da Comacchio con un’idea per poi fondare la blasonata casa motociclistica “Ducati”, tra i tanti giovani che ieri hanno assistito a palazzo Bellini alla presentazione del progetto “Spazio Marconi”, il nuovo centro polifunzionale riservato alle nuove leve. Le linee guida del progetto, che prende il nome dalla via in sarà realizzato, anch’essa intestata ad un grande inventore italiano, Guglielmo Marconi, sono state tracciate da Roberto Cantagalli, dirigente del settore Cultura, Sport e Turismo, secondo cui «a breve pubblicheremo l’avviso pubblico per dare l’opportunità a chi vuole mettersi in gioco di creare un’impresa creativa con un’associazione formata da giovani. Potete candidarvi a gestire questo spazio. Vi daremo un supporto iniziale, ci faremo carico delle utenze, indirizzandovi a muovere i primi passi, perché possiate camminare da soli». Il nuovo centro, per il quale è già stata acquistata una stampante in 3 D diventerà un insieme di spazi di lavoro condivisi, dove si svolgeranno corsi, riunioni, laboratori creativi, eventi ed esposizioni temporanee. Il sindaco Marco Fabbri ha precisato che «non è vero che Comacchio non sia pronta a sperimentare il nuovo, ma anzi vogliamo smentire questa idea, recuperando il tempo perso. Su questa partita siamo più che mai pronti e anche le associazioni di categoria – ha aggiunto – hanno manifestato interesse ad aderire. La politica deve incentivare le idee dei giovani, vigilare, ma non contaminare quello che sarà uno spazio autogestito». Dopo i ringraziamenti dell’assessore Alice Carli (politiche giovanili e del volontariato) ha preso la parola Pietro Dioni, coordinatore dell’analoga realtà, ormai ben avviata che a Parma ha preso il nome “On Off” dell’associazione di promozione sociale che ne ha ottenuto la gestione. «Un anno fa – ha ricordato Dioni ai giovani in sala – ero seduto come voi in una sala ad ascoltare altri che mi raccontavano la loro esperienza di fab lab, cioè di laboratorio di fabbricazione analogica e digitale, che presto pure voi creerete, forti dell’appoggio della rete già esistente in Emilia Romagna. Noi veniamo dalla voglia di politiche giovanili e non dall’innovazione, ma facciamo co-working, condivisione di spazi e servizi». In sostanza “Spazio Marconi” sarà un punto di riferimento per talenti, competenze ed idee che faranno squadra, in una sorta di «democratizzazione della produzione», dove la creatività troverà la sua dimensione naturale. I soci di Dioni, Lara Ravasi (restauratrice), Alan Comini (programmatore informatico), Francesca D’Onofrio (designer di prodotto) hanno illustrato gli innovativi prototipi realizzati nel campo della robotica della mano e delle protesi al servizio dei disabili, ma hanno anche mostrato come grazie alla stampante in 3 D si possano creare oggetti in argilla alla stregua di manufatti realizzati da uno scultore esperto. «Una macchina senza una persona con un’idea – ha detto Alan Comini – è nulla». La fab lab non è un’agenzia di lavoro, ma può sviluppare opportunità infinite, conferendo visibilità ai giovani e alle loro idee, innescando un circuito virtuoso di condivisione, ampliando contatti, conoscenze e competenze.(k.r.)
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