Vitellio rompe gli indugi «Vi presento il mio Pd»
Ieri si è di fatto candidato davanti un gruppo ristretto di esponenti del partito «Serve un segretario da piazza del Guercino fino alle Valli di Comacchio»
Le regole del congresso provinciale del Pd non ci sono ancora, ma chi aspira alla carica di segretario non può starsene con le mani in mano fino alla metà di febbraio. Luigi Vitellio ha così deciso di accelerare e ieri mattina in una saletta dell’Hotel Europa ha tenuto un incontro molto informale ma molto importante in cui ha spiegato la sua filosofia congressuale, a partire dal fatto che per lui il segretario non rappresenta un pezzo bensì tutto il territorio e tutto il Pd «da piazza del Guercino fino alle Valli del Delta». Poichè settori del Pd cercano un candidato - che sulla carta potrebbe essere Nicola Minarelli - in grado di intercettare le preoccupazioni di chi teme un Pd troppo cittadino - Vitellio ieri si è circondato di presenze di svariata provenienza. Sono andati volentieri ad ascoltarlo il sindaco di Ro Antonio Giannini, il vice sindaco di Berra Filippo Barbieri, il sindaco di Cento Piero Lodi, il sindaco di Argenta Antonio Fiorentini, il segretario del Pd di Fiscaglia Marveno Brina, esponenti del Pd di Poggio Renatico e Vigarano Mainarda e altri ancora; per la città c’erano il sindaco Tiziano Tagliani e diversi consiglieri comunali, tra cui Fausto Facchini, Pietro Turri, Mauro Vingnolo, il segretario comunale Renato Finco.
«In tempi di aree vaste e di riordino territoriale - ha detto Vitellio - non possiamo essere essere divisi tra di noi, e tantomeno guardarci l’ombelico», conviene invece «raccogliere la sfida e aprirsi a nuove prospettive».
Vitellio,a ogni occasione ripete che non è ancora un candidato alla segreteria e anche ieri ha ripetuto il ritornello, ma già che era lì ha dato precise indicazioni su come intende muoversi nella fase congressuale e dopo se sarà eletto segretario: «Non mi presentero in tandem con qualcuno, niente ticket assolutamente. e la mia segreteria la selezionerò in base alle competenze e alla territorialità». Ha molto insistito sulla necessità di dare «rilevanza e peso a tutti i territori», anche perchè fare il contrario significherebbe contraddire l’obiettivo «di dare sempre più forza alle Unioni comunali». Vitellio, che in questi anni ha governato l’organizzazione, sa di toccare nervi sensibili quando parla di questi temi.
Il Pd che intende guidare nei prossimi anni «vuole anche essere un partito in grado di agire da pungolo e da stimolo verse le amministrazioni e le istituzioni locali», non in nome di una qualsiasi autonomia, ma per dare un contributo alle scelte «che delineeranno Ferrara nei prossimi vent’anni, e quando dico Ferrara non penso alla città, ma tutta la nostra provincia». Meglio specificare bene di questi tempi. «Come Pd dobbiamo avere l’ambizione di governare questo percorso».
Ora il candidato quasi ufficiale attende solo di conoscere il nome dello sfidante per la successione a Paolo Calvano.(m.p.)
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