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Aveva un tumore, i medici dimenticarono di dirglielo

Aveva un tumore, i medici dimenticarono di dirglielo

Il paziente, un ferrarese di 55 anni, lo scoprì a distanza di mesi per puro caso Ha ottenuto dal “Rizzoli” di Bologna un cospicuo risarcimento danni

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FERRARA - Finì in ospedale dopo un incidente stradale e dopo esser stato sottoposto ad analisi e radiografie, che rilevarono una frattura della spalla, venne operato e quindi dimesso. I medici che lo curarono all’Ospedale Rizzoli di Bologna, però, nonostante avessero refertato un possibile tumore al polmone (emerso dalla radiagrafia al torace) da controllare, se ne dimenticarono, non informarono paziente e lo operarono con il rischio che la patologia in corso potesse anche complicare tutto.

Lui, D.C., ferrarese di 55 anni, seppe di avere un tumore solo mesi dopo, per caso, un tumore che era cresciuto, diagnosticato d’urgenza da altri medici e poi operato. Oggi sta bene e segue i controlli sull’evoluzione della patologia.

Tramite il proprio legale, l’avvocato Alessandra Faggioli, ha fatto causa Rizzoli per responsabilità medica chiedendo un risarcimento danni: l’assicurazione dell’ospedale bolognese visto il palese errore, ha aperto subito la procedura di risarcimento e ha chiuso tutto con una transanzione, pagando una cifra importante sottlinea l’avvocato. «Ogni volta che veniva nel mio ufficio – spiega Alessandra Faggioli – il mio cliente era provato dal pensiero che se non si fosse accorto per puro caso del tumore, oggi probabilmente non ci sarebbe più».

Alla fine, il legale ha quantificato i danni, che gli sono stati riconosciuti dal Rizzoli.

E così si è chiuso il caso che iniziò nell’agosto 2012, quando D.C. ebbe l’incidente stradale provocato da altri, in cui si fratturò la spalla. Prima dell’intervento vennero eseguiti gli esami di routine, tra cui la radiografia al torace, il cui referto recita testualmente: ”dubbia nodularità da ricontrollare si apprezza lungo il profilo cardiaco a sinistra proiettatasi contro l’arco posteriore della nona costa”. Un riscontro importante di cui però non viene informato il paziente né al momento dell’intervento, né nella lettera di dimissioni.

Solo a gennaio 2013 in occasione del ritiro della cartella clinica richiesta dall’assicurazione per la definizione della pratica risarcitoria post incidente, D.C. viene a conoscenza di quanto la radiografia al torace aveva a suo tempo evidenziato. E così inizia a sottoporsi a nuove indagini che evidenziano l’aumento significativo del volume della nodularità che induce alla diagnosi di tumore al polmone. Data la gravità della situazione D.C. si rivolge all’Istituto Oncologico Europeo di Milano presso il quale viene programmato con urgenza il ricovero per sottoporsi all’intervento e alle opportune terapie.

L’avvocato Faggioli sottolinea che «il progressivo peggioramento del carcinoma diagnosticato è da imputare a fatto e colpa esclusiva dei medici del Rizzoli che hanno omesso di rendere edotto il mio cliente e fatto ancor più grave hanno omesso ogni tipo di intervento medico per migliorare la vita del paziente».

Per questo motivo il legale ha proceduto a richiedere all’ospedale Rizzoli il risarcimento dei danni per responsabilità medica data dalla perdita della “chance”: «L’assicurazione della struttura sanitaria, visto il palese errore, ha riconosciuto la richiesta di risarcimento in via transattiva quantificando i danni biologici, esistenziali e patrimoniali subiti dal mio cliente, pagando una cifra significativa».(d.p.)

 

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