Cgil e Cisl: assurdi gli attacchi ai “comunali”
COPPARO. «La Funzione Pubblica Cgil e Cisl di Ferrara sono ad esprimere a gran voce completa solidarietà e vicinanza nei confronti di tutti i dipendenti e di tutte le dipendenti del Comune di Copparo...
COPPARO. «La Funzione Pubblica Cgil e Cisl di Ferrara sono ad esprimere a gran voce completa solidarietà e vicinanza nei confronti di tutti i dipendenti e di tutte le dipendenti del Comune di Copparo bersagliati di recente a opera delle forze politiche di minoranza, con accuse infamanti rispetto alla presunta e ormai prossima spartizione sull'anno in corso di premi e gratificazioni complessivamente ammontanti a 350.599,42 euro secondo quanto riportato nella stesura del bilancio di previsione 2015». Cgil e Cisl vanno all’attacco per tutelare i dipendenti municipali copparesi, evidenziando che non vi è «nulla di meno reale e veritiero di fronte a dinamiche contrattuali e retributive codificate alla virgola», e trasmesse periodicamente agli organi di controllo esterni (Aran e Ragioneria Generale dello Stato). «Quando si fa contrattazione per i dipendenti della pubblica amministrazione - spiegano Cgil e Cisl - sia le organizzazioni sindacali sia l'amministrazione locale-datrice di lavoro hanno l'obbligo di attenersi immancabilmente a ciò che recita espressamente il contratto nazionale di comparto vigent», che detta regole, importi e procedure, «senza alcuna possibilità di derogabilità fantasiosa od estemporanea». Il fondo del salario accessorio dei dipendenti pubblici «è costituito per legge in modo tale da prevedere il riconoscimento sulla voce di bilancio citata di parti integranti dello stipendio tabellare», dall’indennità di turno al lavoro festivo, reperibilità, indennità di comparto e così via. «Poi sì sicuramente nella totalità dell'importo indicato - ribadiscono i sindacati - una frazione residuale assume una valenza di premialità/produttività, che oscilla nel caso dei dipendenti di Copparo (conti alla mano rispetto ad annate precedenti con andamento analogo) dai 50 massimo ai 70 euro lordi mensili di produttività media pro-capite per impiegato, con azzeramento progressivo del bonus fiscale Renzi degli 80 euro per i redditi superiori ai 24 mila euro lordi annui». Da qui Cgil e Cisl si chiedono dove siano i problemi, visto che ai lavoratori pubblici, così come a quelli del “privato”, «viene dispensato e riconosciuto economicamente quanto definito nel contratto di lavoro di riferimento in rapporto al profilo professionale ricoperto, alla prestazione resa e alle modalità di lavoro». In più, rilevano i sindacati, alla luce delle norme, «da un confronto diretto tra redditi medi annui emerge una situazione divergente a quanto si è soliti immaginare: per un dipendente pubblico si parla in genere di un reddito medio annuo pari a 26.500 euro lordi contro i 27.000 del settore privato e i 27.785 euro dell'industria».
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