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la crisi di forza italia

«Il centrodestra non è morto, va ricostruito»

«Il centrodestra non è morto, va ricostruito»

Fornasini (Fi) replica a Spath e Fabbri: «La nuova leadership la decideranno gli elettori»

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Nell’implosione del Pdl Matteo Fornasini, che veniva dalle fila di An, ha ritrovato casa in Forza Italia, casa che mostra evidenti crepe, rese particolarmente evidenti dalle ultime elezioni regionali e dall’esito della partita del Quirinale, che ha visto estromesso dai giochi Berlusconi.

Fornasini non si contano le dichiarazioni di esponenti politici di varia provenienza e collocazione secondo cui il centrodestra è definitivamente morto.

Non è da ieri che si parla della necessità di ricostruire un centrodestra alternativo a Renzi e al Pd. Ieri (giorno dell’elezione di Mattarella) sicuramente c’è stata la dimostrazione che Berlusconi in questo caso non è stato consigliato nel modo migliore. Abbiamo anche assistito a un rovesciamento dei ruoli: è il presidente della Repubblica che indica il prermier, invece è successo che il premier ha scelto il presidente della Repubblica.

Rottura totale con Renzi o riposizionamento?

Le riforme, parlo di quelle costituzionali, vanno fatte. Per me è quindi giusto e necessario continuare su quel percorso, ma bisogna anche imparare a non fidarsi troppo di Renzi. E soprattutto non possiamo rinunciare, per il bene del paese e per evitare che tutto si areni, di porre i nostri temi, uno per tutti è l’elezione diretta del presidente della Repubblica, che è da sempre una nostra proposta, sulla quale credo concordi la stragrande maggioranza degli italiani.

Intanto vi prendete bordate da Lega e Fratelli d’Italia. Per Spath il perno su cui far leva sta adesso nella destra rappresentata da Meloni e Salvini, non certo in Fi.

Sono cose che non si stabiliscono a tavolino. Secondo me nello schieramento hanno pieno diritto di starci tutti coloro che sono alternativi a Renzi e al Pd, quindi anche Salvini e la Meloni. Ma non bisogna trascurare il fatto che anche nelle ultime elezioni europee, come pure nei sondaggi , Forza Italia resta il partito principale del centrodestra. Non serve gridare al centrodestra morto, ma continuare un percorso di unità e collaborazione sapendo che vi sono molte cose da cambiare e che al momento non si può prescindere da Berlusconi.

Alan Fabbri però dopo le regionali di novembre non sta fermo un giorno e a Ferrara e in Emilia Romagna si mette alla guida del centrodestra.

La leadership la decidono gli elettori. Il risultato delle regionali alle quali ha votato appena il 37% degli elettori non è un test così significativo.

Il 2015 sarà un anno di tregua elettorale, ma nel 2016 vanno al rinnovo molti comuni.

Abbiamo davanti un anno per costruire un’alleanza competitiva.

Nel frattempo non temete di essere fagocitati da Renzi?

No, un conto è la collaborazione sulle riforme, un conto la costruzione di una forza alternativa e unita. Non dimentichiamo che con l’Italicum si andrà sempre più verso il bipartitismo.(m.p.)

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