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cambia partito anche il sindaco di formignana

Intrigo a sinistra tra Sel e Pdci

Intrigo a sinistra tra Sel e Pdci

Pioggia d’iscrizioni al circolo vendoliano, in palio la segreteria

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A sinistra del Pd è in atto da mesi un doppio braccio di ferro, in Sel e nel Pdci, che si sta incanalando in una direzione unica. Il centro delle tensioni è il circolo cittadino di Sel, determinante per gli equilibri del Comitato provinciale che ha sigillato a suo tempo l’alleanza con il Pd di Tiziano Tagliani, grazie all’ingresso in giunta della segretaria Annalisa Felletti. Alla vigilia del Natale scorso sono piovute sul circolo una trentina di nuove iscrizioni, in poche ore, di ex iscritti al Pdci ferrarese, diverse delle quali direttamente dalla mail di Francesco Fiori. Si tratta dell’ex dirigente Pdci “sotto processo”, assieme ai leader Roberto Soffritti e Italo Cariani, dal partito nazionale, per l’appoggio fornito alla candidatura del sindaco di Formignana, Marco Ferrari, nelle liste Sel delle regionali. Ferrari risulta essere tra i neoiscritti al circolo Sel cittadino, mentre non compaiono i tre principali leader Pdci, che sono comunque su una linea contraria all’alternativa di sinistra portata avanti con l’operazione Tsipras. I nuovi ingressi raddoppiano di colpo la consistenza del circolo e ne ridisegnano gli equilibri, che erano gestiti dal co-segretario Stefano Cavallini e dall’ex leader Antonio Langella, promotori del documento di fine anno con il quale si accusava Felletti, in sostanza, di accondiscendenza nei confronti di Tagliani e del Pd. Le loro richieste erano le dimissioni di Felletti da segretario e la sostituzione dei transfughi cittadini pro-Tsipras nel comitato provinciale, che invece, nell’ultima riunione prenatalizia, ha dimissionato l’intero coordinamento provinciale e lasciato carta bianca a Felletti. Oggi, con i nuovi ingressi, l’esito di un’eventuale pesca dal circolo comunale sarebbe molto meno prevedibile.

La contromossa dei “ribelli” Sel sarebbe la chiamata in causa degli organi di garanzia nazionali, con una sorta di esposto documentato sulle ultime riunioni dell’assemblea provinciale e del caso-iscrizioni, che contiene un’implicita richiesta di commissariamento del partito provinciale. Una trama davvero intricata, nella quale si mescolano ambizioni individuali e prospettive politiche, e della quale ad oggi è davvero difficile indovinare la conclusione. (s.c.)

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