La Nuova Ferrara

Ferrara

Provincia, primi dipendenti ‘in salvo’

Provincia, primi dipendenti ‘in salvo’

La circolare Madia toglie dagli esuberi gli addetti dei Centri per l’impiego e della polizia provinciale: un’ottantina di unità

2 MINUTI DI LETTURA





I primi dipendenti della Provincia in salvo sono quelli dei Centri per l’impiego e della Polizia provinciale, un’ottantina di addetti in tutto, che ringraziano la freschissima firma del ministro Marianna Madia sulla circolare ad hoc. «I lavoratori da ricollocare, a livello nazionale, diminuiscono da 15mila a 20mila, perché alcune migliaia verranno assorbiti nella nuova Agenzia prevista dal Jobs act, altri saranno ricollocati negli organici delle Regioni - riassume Maria Teresa Bertuzzi, senatrice Pd - Le Regioni destineranno tutte le risorse per le assunzioni del biennio 2015-2016 per assorbire i dipendenti provinciali, nel caso in cui non si verifichi il trasferimento di deleghe, lo stesso fanno i Comuni, lo Stato e gli uffici giudiziari. La stabilizzazione dei precari del pubblicio impiego sarà prorogata dal 2016 al 2018». A calare la circolare Madia nella nostra realtà è Natale Vitali (Fp Cgil): «Ci sono due aspetti positivi della circolare. Il primo è che dalla lista dei soprannumero, da compilare entro aprile, vanno esclusi i dipendenti della Polizia provinciale, 28 nel Ferrarese, e dei Centri per l’impiego, che sono una cinquantina. L’altro riguarda i Comuni che hanno bisogno di personale con funzioni specifiche, la cui assunzione - informa il sindacalista - viene sbloccata, anche in presenza dell’obbligo di privilegiare nelle assunzioni i dipendenti delle Province. È il caso degli assistenti sociali di Sant’Agostino o degli educatori del progetto di stabilizzazione di Ferrara, una ventina di persone». La questione coinvolge però diversi altri Comuni dell’Alto Ferrarese, che i sindacati accusano di tener ferme assunzioni di proposito, facendosi scudo della questione-Province.

Per Vitali, in ogni caso, la circolare Madia non risolve il problema finanziario aperto dai maxi tagli della legge di Stabilità ai fondi per le Province, «nemmeno a Ferrara si può andare oltre il 2015, e resta aperta la possibilità di attivare contratti di solidarietà e modalità a partire dall’1 gennaio 2017, per i dipendenti che nel frattempo non trovano collocazione. In Regione - conclude il sindacalista - stanno dimostrando di non avere le idee chiare sulle funzioni e i fondi da trasferire alle Province». In questi giorni, quantomeno, i ferraresi hanno superato indenni la prima scadenza perentoria: il 31 gennaio, infatti, è passato senza che il Castello dichiarasse la propria volontà a mettere in soprannumero più del 50% dei suoi dipendenti, che sono 430.

Qualche numero più preciso si ricaverà dalla definizione del bilancio preventivo 2015 della Provincia, che il presidente Tagliani ha già abbozzato in Consiglio provinciale ma deve ancora mettere nero su bianco: il rush finale parte oggi con un incontro con il delegato al bilancio, Nicola Minarelli.

Stefano Ciervo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google