Carife-Popvicenza sportelli romani venduti a 2,5 milioni
Ecco le condizioni del passaggio di mano delle 16 filiali Sul prezzo dell’intero gruppo peseranno molti fattori
Doveva essere l’antipasto per il piatto forte della trattativa tra Carife e Popolare di Vicenza, invece la vendita dell’intera cassa ferrarese ai vicentini è finita per il momento nel freezer. Restano così agli atti le sole firme sul contratto di cessione delle sedici filiali ex Carife di Roma e della Romagna, uno dei rarissimi documenti pubblici sull’attività dei commissari Bankitalia, che può costituire un punto di partenza per farsi un’idea di quali cifre ruotano attorno al mercato degli sportelli bancari, e di cosa è ragionevole attendersi nelle trattativa-madre ormai in fase di decollo. Il ramo d’azienda comprendente le quattordici filiali ex Popolare di Roma e i due di Forlì-Cesena è passato di mano al prezzo di 2,5 milioni di euro, il che significa 156.250 euro a sportello: una cifra che va corretta con le numerose voci elencate nel contratto, ma sideralmente (e poco sorprendentemente) distante dalle quotazioni medie di qualche anno fa.
Il contratto di cessione di ramo d’azienda risale al 30 maggio 2014 ed è siglato dai commissari Antonio Blandini e Giovanni Capitanio da una parte, e Giovanni Zonin (Bpvi) dall’altra, attraverso i rispettivi procuratori speciali. Si specificano in maniera dettagliata le voci dell’attivo che sono inserite nel ramo d’azienda, tipo le giacenze di cassa (1.516.980,02 euro) o i crediti incagliati (8.005.243,91 euro), con un’annotazione importante: erano esclusi dalla transazione i crediti in sofferenza e i crediti cartolarizzati, oltre al marchio Banca Popolare di Roma. È chiaro che questo insieme di voci incide in maniera importante sulla valutazione di ogni singola filiale, che è una piccola azienda con tanto di bilancio, ma l’entità dei crediti in bonis passata di mano con questa transazione è in ogni caso rilevante: oltre 125 milioni di euro. Il prezzo finale poteva poi subìre degli aggiustamenti a seguito dell’evoluzione, ad esempio, della raccolta in questi sportelli.
In una trattativa per la cessione di una banca come Carife, che ha un capitale sociale di oltre 217 milioni e un corpo di uffici centrali molto consistente, oltre ad una massa rilevante di crediti problematici, sono numerosi altri i parametri in gioco; la valutazione “a sportello”, prendendo appunto come base la transazione con Vicenza, non andrebbe oltre quota 20 milioni. Vale comunque la pena di ricordare che molto dipenderà da quanti crediti deteriorati torneranno alla casa madre al termine della trattativa per Commercio e Finanza, la società di leasing napoletana ancora in pancia alla capogruppo. E che il commissariamento Tercas si è concluso con il salvataggio da parte di Popolare di Bari, ma senza riconoscere un euro agli azionisti.
Stefano Ciervo
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