La Nuova Ferrara

Ferrara

«Dall’Acer solo parole Siamo ancora in attesa»

«Dall’Acer solo parole Siamo ancora in attesa»

Comacchio, tornano a protestare gli inquilini delle case in via Risorgimento «Il nostro cortile è un deposito di materiali ma nessun lavoro è stato iniziato»

2 MINUTI DI LETTURA





COMACCHIO. A distanza di tre mesi gli inquilini di Via Risorgimento 3 a Porto Garibaldi, dove si trova una palazzina di proprietà dell’Acer costruita alla fine degli anni ’50, tornano a far sentire la loro voce, dopo che sono stati accatastati in cortile i ponteggi, senza che mai siano stati avviati i preventivati lavori di manutenzione. «Il materiale edile dei ponteggi per far aprire il cantiere – commenta amareggiato Agamennone Pollini, portavoce dei condòmini- è arrivato una settimana dopo che l’Acer aveva assicurato l’intervento di intonacatura delle pareti interne ed esterne e di ristrutturazione dei balconi, ma stiamo ancora aspettando gli operai». Nell’area cortiliva dalla fine di ottobre sono depositati davanti al cancello d’ingresso e sul retro i materiali edili, ma secondo gli inquilini che continuano a lamentare costanti infiltrazioni d’acqua alle pareti, causa di muffe estese oltre a danni visibili a pareti, pavimenti, soffitto e balconi, le attenzioni si siano spostate invece su altre palazzine popolari del territorio. «Abbiamo una dignità – prosegue Agamennone – e non è giustificabile lasciar marcire in cortile i ponteggi dopo aver assicurato l’inizio dei lavori nel giro di un paio di settimane». Stella, un’altra inquilina, invoca un intervento tempestivo e radicale, perché «non ci accontenteremo di un rattoppo, visto che la palazzina ha quasi 60 anni e non ha mai visto interventi di manutenzione». Secondo i residenti per porre rimedio all’annoso problema delle muffe e delle infiltrazioni è più che mai necessario anche il rifacimento dell’impianto idraulico, mentre la problematica delle risorse a disposizione, rilevata a suo tempo da Acer, dovrebbe essere necessariamente superata, perché è fuori discussione che la priorità sia la sicurezza di coloro che abitano nella palazzina. «Questo cortile non è un deposito merci – incalza Agamennone – e di pomeriggio i bambini spesso sono qui a giocare, ma rischiano di farsi male. Abbiamo ripetutamente telefonato all’Acer, ma continuano a risponderci che presto cominceranno i lavori». La palazzina, come si era detto il 29 ottobre scorso, presenta una situazione mista, in quanto risiedono anche 3 proprietari oltre alle famiglie che pagano l’affitto di edilizia residenziale pubblica, ma l’accordo per intervenire, eccezion fatta per il rifacimento del tetto, era già scaturito. «Stiamo valutando di rivolgerci ad un perito per pagare una consulenza privata – conclude Agamennone - proprio come hanno fatto gli inquilini di viale dei Mille due anni fa. Subito dopo, l’Acer ha assegnato massima priorità alla ristrutturazione di quell’immobile».

Katia Romagnoli

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google