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L’assessore Costi e le chiese ancora chiuse «Non è come sistemare un capannone»

SAN FELICE SUL PANARO - «Sono al corrente di quello che ha detto il vescovo di Ferrara nell’omelia, mi hanno telefonato ieri sera conosco il problema». Non si fa cogliere impreparata sul tema chiese...

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SAN FELICE SUL PANARO - «Sono al corrente di quello che ha detto il vescovo di Ferrara nell’omelia, mi hanno telefonato ieri sera conosco il problema». Non si fa cogliere impreparata sul tema chiese Palma Costi, cui Bonaccini ha affidato la delega della ricostruzione post-sisma insieme a quella delle attività produttive. «Seguiamo caso per caso il restauro e la ristrutturazione degli edifici di culto - dice l’assessore regionale rispondendo alla domanda del cronista della Nuova - I tempi sono legati ai problemi della progettazione, che deve ottemperare a due requisiti fondamentali: la sicurezza sismica e le prescrizioni e le osservazioni della Sovrintendenza per i Beni architettonici. Abbiamo un nucleo unico di valutazione che tratta i recuperi e i restauri delle chiese e che affianca i progettisti per rendere più celeri possibile i tempi» dell’approvazione e della concessione dei contributi.

«Ma bisogna comprendere - precisa Costi - che restaurare delle chiese, specie se la loro costruzione risale a qualche secolo fa, è un po’ più complicato che ristrutturare e rendere sicuro un capannone industriale». Finita la conferenza stampa e il faccia a faccia con i cittadini residenti nei Map, la modenese Palma Costi s’incammina verso il Pala Round Table dove l’attendono i sindaci e aggiunge: «Non sono chiuse solo le chiese ferraresi, anche qui intorno la situazione è la stessa. Ma stiamo lavorando molto».

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