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«L’azienda S. Anna coinvolga di più i suoi dipendenti»

«L’azienda S. Anna coinvolga di più i suoi dipendenti»

Al sondaggio hanno partecipato oltre 900 operatori interni Niente discriminazioni ma bocciatura sulla “condivisione”

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Dopo il giudizio dell’utenza sulle prestazioni ambulatoriali offerte dall’azienda ospedaliera Sant’Anna, arriva quello dei dipendenti dell’ospedale.

La “pagella” è stata compilata utilizzando le risposte fornite nel gennaio/febbraio 2014 dai 963 operatori del polo sanitario di Cona che hanno risposto alle domande di un questionario somministrato dal Comitato Unico di Garanzia (Cug) dell’azienda su impulso dell’Autorità nazionale di controllo sulla trasparenza e integrità delle amministrazioni pubbliche (Anac). Un sistema adottato su scala nazionale per fare emergere eventuali criticità nel rapporto di lavoro che si instaura all’interno degli enti pubblici.

I DATI. L’ospedale estense ottiene un buon risultato nella valutazione del benessere organizzativo, ma sotto la ‘sufficienza’ quando l’obiettivo si sposta sulla condivisione del sistema di misurazione delle prestazioni del personale. Si evidenzia inoltre qualche problematicità quando l’interesse si sposta sul superiore gerarchico. Le ipotesi di intervento formulate dal Cug si articolano su più versanti: «miglioramento della comunicazione e informazione interna» su obiettivi e strategie, «introduzione o riedizione» del piano di formazione annuale, «maggiore trasparenza dei processi decisionali» e «miglioramento del grado di partecipazione».

Si propone infine l’istituzione di uno «Sportello d’ascolto del dipendente». Il Sant’Anna risulta in sofferenza anche nel confronto con i dati complessivi raccolti dall’Anac a livello nazionale. Il sondaggio interno è stato realizzato utilizzando la Scala Likert sull’atteggiamento, con punteggi compresi fra 1 e 6. Il giudizio medio complessivo ottenuto è comparabile ad una stringata sufficienza (3.7).

BENESSERE AZIENDALE. Il miglior dato medio si è registrato sulle ’discriminazioni‘ (5.1), un valore che indica l’assenza di uno svantaggio legato alla lingua, religione, orientamento politico o sindacale, genere, età etc. Sempre nel capitolo dedicato al benessere organizzativo valutazioni abbastanza positive scaturiscono anche dall’elaborazione dei dati relativi al rapporto col proprio lavoro (competenze, strumenti etc.) sintetizzate dal punteggio medio di 4.3 e sul rapporto con i colleghi (4.0): in questo comparto il valore più alto si raggiunge con la disponibilità ad aiutare gli altri dipendenti (5.2) mentre lo spirito di collaborazione sembra più il risultato di un impegno individuale che di un incentivo prodotto dall’organizzazione. Anche ‘immagine dell’amministrazione’ (4.4), ‘senso di appartenenza’ e ‘sicurezza’ (3.9) stanno sopra l’asticella della sufficienza, mentre su “equità dell’amministrazione” e carriera la performance è decisamente claudicante (rispettivamente 2.7 e 2.9).

CONDIVISIONE. È la parte di questionario con i risultati meno lodevoli. Rispetto all’esito e agli obiettivi conseguiti e perseguiti dall’azienda il dato complessivo non ha superato il punteggio di 2.6, ma non si va oltre i 2.8 nelle risposte alle domande sul livello di coinvolgimento degli operatori e si scende ancora (2.5) se il giudizio si sposta su come il sistema motiva il dipendente. Molta bassa la risposta al quesito “la mia amministrazione premia le persone capaci che si impegnano” che si ferma ad uno scarnissimo 2.0.

IL CAPO. Nota dolente anche il rapporto col superiore (‘patologia’ che si può riscontrare in molte amministrazioni pubbliche e private) che si arena sul valore medio di 3.2 sia sul condizionamento della crescita individuale che sull’equità. «Le difficoltà di rapporto fra dipendenti e azienda erano già emersi nel sondaggio interno a cui hanno partecipato nel 2014 163 medici Anaao - spiegano Lucio Trevisani e Pierluigi Api, segretario aziendale e consigliere nazionale del sindacato - Sull’inchiesta del Cug possiamo dire che, nel rapporto con altre amministrazioni sanitarie, il S. Anna non ne esce bene e che su 59 risposte su 73 il giudizio si mantiene leggermente o molto al di sotto della media nazionale». (gi.ca.)

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