«Le Fondazioni ci servono Localismo da preservare»
Il ruolo delle banche locali è imprescindibile e le Fondazioni sono ancora un elemento fondamentale, di stabilità, di questo sistema, a partire da Cento. È questo il messaggio lanciato da varie voci,...
Il ruolo delle banche locali è imprescindibile e le Fondazioni sono ancora un elemento fondamentale, di stabilità, di questo sistema, a partire da Cento. È questo il messaggio lanciato da varie voci, ieri pomeriggio nel convegno organizzato dall’associazione Attiva Ferrara, con l’apporto di Confartigianato, nel salone d’onore di Palazzo Roverella. E dalla stessa associazione degli artigiani sono giunti rilievi critici per «la pretesa da parte di Bankitalia di anticipare addirittura i parametri di Basilea sulla capitalizzazione delle banche. In questo modo - ha annotato il direttore Giuseppe Vancini - si è dato il via ad un vero e proprio taglio del credito per le piccole aziende. Ora si parla di una bad bank per liberare le banche dai crediti problematici, il che dimostra come la situazione sia davvero difficile».
L’ospite più atteso dal pubblico che ha gremito il salone del Roverella era l’ex ministro Giorgio La Malfa, uno dei maggiori conoscitori della storia dei rapporti tra banche e Fondazioni. La Malfa è andato controcorrente rispetto agli orientamenti prevalenti anche al governo: «Le Fondazioni ha una funzione importante per la stabilità del sistema bancario, sarebbe un errore pensare di disfarsene. Senza di loro l’azionariato degli istituti di credito sarebbe sicuramente più instabile. Spingere continuamente alla fusione tra banche, poi, rischia di allontanare gli istituti di credito dalla dimensione localistica, ed a farne le spese sarebbero le piccole imprese. La riforma delle Popolari? Bisogna stare attenti - è la valutazione conclusiva di La Malfa - perché banche totalmente contendibili non sono necessariamente più utili al territorio. Negli Usa esistono da sempre azioni che si pesano invece di contarsi, anche alla Ford».
Carlo Alberto Roncarati, presidente di Caricento, si è lanciato in una difesa del ruolo delle Fondazioni in controllo di banche, «ne sono rimaste solo 12 delle 88 originarie, escluse le banche commissariate (come Carife, ndr), e Caricento dimostra che il modello funziona ancora. La banca è capitalizzata ed in grado di tenere la posizione sul territorio, nonostante qualche critica». (s.c.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
