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«Lo Stato si autoassolve e l’agente dovrà pagare»

«Lo Stato si autoassolve e l’agente dovrà pagare»

Ieri l’assemblea provinciale del Siulp. Critiche sui nuovi protocolli operativi Il segretario provinciale Parziale: pochi poliziotti, il questore definisca le priorità

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Meno poliziotti in servizio di quelli che servono (circa 250 di cui 200 in questura, precisa il segretario provinciale del Siulp, Stefano Parziale) e con un’età media, 46-48 anni, che li rende poco competitivi, dal punto di vista atletico, con ventenni o trentenni che spacciano droga o minacciano l’ordine pubblico. Carenze che si aggiungono ad altre carenze. Se gli ultimi tre poliziotti aggregati a Ferrara sono entrati in servizio due anni fa, ricorda Parziale, non si può dimenticare che «la polizia di Stato deve garantire tre dei cinque settori in cui la città viene suddivisa con l’Arma dei carabinieri, pertanto dovrebbe esserci almeno una volante per settore che non sempre si riesce a garantire». Il punto della situazione con la stampa è stato fatto ieri mattina, poco prima dell’assemblea provinciale del sindacato, alla quale hanno partecipato anche il segretario nazionale del Siulp Felice Romano e il segretario regionale Lino Elia. Inevitabili le domande sulla questione-sicurezza. La vigilanza sul quartiere Gad, il più “caldo” della città, viene garantita - ha aggiunto Parziale - da polizia, carabinieri e finanza «grazie a un piano coordinato» che coinvolge anche i poliziotti del Reparto prevenzione crimine di Bologna, con 3/4 equipaggi che svolgono servizio 2/3 volte la settimana. Al questore Antonio Sbordone il Siulp chiede «di concentrare il personale su determinati servizi poiché tutto non si può garantire con gli uomini a disposizione, soprattutto se si punta a «una prevenzione che vada oltre la zona Gad» per raggiungere zone periferiche e residenziali della città dove ad esempio vengono consumati molti furti. Positiva è stata la notizia della sospensione della chiusura di 260 uffici di polizia (Polfer e Polposta tra quelli più colpiti), tra cui c’era anche quello di Ferrara: sarà istituito un tavolo nazionale per approfondire e discutere la questione con i sindacati. La situazione di disagio vissuta dagli operatori dell’emergenza sarà esaminata in un convegno specifico tra aprile e maggio. Al quadro generale si aggiungono poi «le criticità che quotidianamente noi poliziotti siamo costretti ad affrontare» e che i protocolli operativi messi a punto dal Dipartimento di pubblica sicurezza non sono in grado di risolvere.Gli operatori non si sentono adeguatamente tutelati e lo stesso segretario nazionale Romano ha battuto l’accento su questioni che sembrano richiamare alcuni aspetti del caso Aldrovandi. «Rispettiamo le sentenze e non parliamo dei processi, ha detto Romano, stigmatizzando «la chiara volontà del Dipartimento di avere più strumenti per punire i poliziotti e per autoassolversi rispetto ad eventuali criticità connesse alle richieste risarcitorie avanzate all’amministrazione in sede civile». Strumenti che sembrano studiati per «garantire l’amministrazione qualora ci sia l’errore, e quindi l’unico che dovrà risponderne, sebbene la condotta sia stata obbligata per dovere e/o eseguire un ordine, sarà il singolo poliziotto». Per l’ammanettamento di una persona che va in escandescenze sotto l’effetto di alcol e droga, «l’unica indicazione proposta è quella del dialogo e del convincimento, senza alcuna indicazione pratica su come fare qualora il soggetto non vuole collaborare o non intende sottostare alla restrizione, pur ribadendo però l’obbligo che l’ammanettamento deve essere eseguito».

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