«Qui le imposte non aumenteranno»
Copparo, il sindaco Rossi spiega il bilancio: risparmi e riorganizzazioni importanti oltre al ruolo dell’Unione
COPPARO. Chi ha la maggioranza governa; chi non ce l'ha, sorveglia chi governa. Quindi, l'intervento più importante di chi regge il governo locale è proprio il bilancio preventivo, che indica come saranno effettuati gli interventi nel futuro. Il sindaco Nicola Rossi, parte proprio da qui: «Quello che l'amministrazione comunale aveva da dire, lo ha detto con il bilancio preventivo. Abbiamo faticato per chiuderlo prima di fine anno, e siamo consapevoli che sarà possibile che ci siano correzioni da fare, perché dovremo seguire la strada che il governo centrale traccerà. Abbiamo considerato di ricevere 300 mila euro in meno come trasferimenti, e lavorato per far quadrare i conti, considerando che la scadenza di alcuni mutui ci consente anche qualche investimento e non solo la sopravvivenza. Abbiamo scelto di non intervenire a pioggia ma di impiegare più fondi per risolvere problemi una volta per tutte. Governare è questo, non certo comandare, come qualcuno pensa».
Un bilancio difficile, ma senza aumenti di imposte. «Non solo, anche con risparmi e riorganizzazioni importanti. Da una parte continuiamo a lavorare per i servizi in Unione, dall'altro, abbiamo sostituito i dirigenti nel comune di Copparo, con funzionari di posizione apicale. Risparmio consistente senza perdita di professionalità grazie alla riorganizzazione del lavoro consentita dal reinvestimento di gran parte della somma risparmiata, che è attorno i 130.000 euro».
Viene constestata l'attribuzione dei premi ai vari dipendenti...
«Vorrei spiegare, anche a coloro che si ostinano a non ascoltare, che i dipendenti pubblici hanno una parte del loro compenso fissa, ed una parte variabile, perché legata, secondo norme nazionali, a progetti o situazioni diverse, come i turni o le indennità, o gli emolumenti per lavori realizzati. Non decidiamo noi . Questo si chiama contratto nazionale di lavoro per il pubblico impiego, che noi applichiamo . Quindi, se qualcuno pensa che si distribuiscano allegramente dei soldi, sbaglia di grosso. Sollevare questa obiezione significa non conoscere il contratto di lavoro e non saper leggere un bilancio. Qualcuno ha anche affermato pubblicamente che questi compensi vanno anche alla giunta (che invece, lo scorso anno si era spontaneamente tagliata i rimborsi del 10%). Si tratta di bugia, di ignoranza o di calunnia. Spero sia tratti solo di ingoranza ed incapacità».
L'amministrazione è accusata di non mettere soldi per le attività produttive.
« Non ci saranno dei capitoli chiamati :”Contributo a...”, ma gli aiuti per le imprese ci sono. Basta saper leggere un bilancio. Per esempio, le riduzioni e le agevolazioni per le imposte locali, le riduzioni per le attività produttive e per i terreni agricoli, le agevolazioni per l'acquisto di terreni per attività produttive, l'impegno per la digitalizzazione, sono tutti aiuti, anche importanti. I coltivatori diretti pagano il 9.5 per mille di Imu ed i nuovi insediamenti il 7,6, contro il 10.20 degli altri. Oppure consideriamo il il comune di Copparo mette 30.000 euro in Agrifidi per consentire di tenere bassi i tassi di interesse (e siamo l'unico comune in provincia a farlo) Basta rendersene conto. Questa amministrazione, anche se qualcuno pensa il contrario, è aperta al confronto e sulle critiche. Ma devono essere critiche costruttive».
Come vanno le cose con l'Unione?
«Abbiamo già otto servizi in Unione, e servizi importanti. Siamo sulla strada giusta e nei tempi giusti per percorrerla. Poi, vedremo se ci saranno altri percorsi da seguire».
Salta fuori, da anni, il De Micheli, con le sue perdite annuali: le opposizioni premono per una chiusura.
«Il teatro è una scelta ben chiara e politica: è un luogo di cultura e non solo di spettacoli. Il nostro problema maggiore, con l'apertura a 270 giorni l'anno, è che non riusciamo a trovare spazi al suo interno per quanti ce li richiedono. E non si tratta solo dei ragazzi delle scuole - prosegue -, ma di associazioni culturali, che ne hanno bisogno per la loro attività, e che con gli spettacoli che propongono, danno ragione del loro lavoro, e spesso riescono a raccogliere abbastanza per restare in vita. È per questo che è sbagliato contrapporre il teatro ai servizi».
Qual è il problema maggiore, lasciando da parte i fondi che non bastano mai?
«La disaffezione istituzionale, che va battuta prima che dilaghi, sul piano operativo, forse è la difficoltà di riuscire a far girare le cose in maniera efficace quando ci sono diversi soggetti coinvolti e la piccola manutenzione continua».
Alessandro Bassi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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