«Qui le mafie troveranno un muro»
Ricostruzione, il presidente della Regione Bonaccini punta su legalità e efficienza: «Entro l’anno tutti i Map saranno chiusi»
«Abbiamo deciso di mettere 500 mila euro per chiudere entro l’anno tutti i Map (moduli abitativi provvisori) e dare a tutti una sistemazione in una casa». Stefano Bonaccini apre così la conferenza stampa che ha fatto da cuscinetto tra la giunta regionale tenuta nel Municipio provvisorio di San Felice sul Panaro, e l’incontro con i cinquanta sindaci del terremoto convocato nel vicino Pala Round Table, una tensostruttura montata dopo il sisma del 2012.
Ma se quasi tre anni fa la terra tremò per le scosse, in questi giorni si è sussultato per l’inchiesta “Aemilia” contro le infiltrazioni della ’ndrangheta che, tramite l’azienda edile Bianchini si è insinuata negli appalti del modenese. Il presidente della Regione Bonaccini affronta subito l’argomento: «Per favorire la ricostruzione semplificheremo al massimo le procedure, ma poichè sappiamo che non sempre la fretta è amica del bene, ciò non dovrà far venire meni i controlli. Questo territorio deve tornare più forte, più bello e più sicuro di prima». E Bonaccini non parla solo di sicurezza sismica: «Diciamo a chi vuole infiltrarsi per promuovere interessi indecenti che qui troverà un muro. Non consentiremo che la mafia o le mafie distruggano la realtà che qui è stata costruita. La giunta regionale si costituirà parte civile nei processi per i danni materiali e morali subiti».
Poichè le aziende legate alla criminalità organizzata, in virtù di una grande disponibilità di liquidi, spesso vincono gli appalti con fortissimi ribassi, Bonaccini si propone di stroncare questa possibilità: «Vogliamo dire basta agli appalti al massimo ribasso in Emilia Romagna». Errani aveva inserito questa norma per gli appalti pubblici della ricostruzione, tranne che per una minima soglia di 100 mila euro, Bonaccini intende farne una «regola generale». Se ne parlerà presto con sindacati e imprese chiamati a redigere insieme e a sottoscrivere entro l’estate il piano per il lavoro («il lavoro sarà l’ossessione di questa giunta») nel quale potrebbe essere inserito anche il capitolo legalità e appalti.
La conferenza stampa, che doveva iniziare alle 12.30, è slittata di una buona mezzora a causa di una trattativa tra alcuni residenti nei Map e la giunta regionale. Il gruppo del Map voleva partecipare attivamente all’affollata conferenza stampa; i funzionari regionali e l’assessore alla ricostruzione Palma Costi hanno mediato e raggiunto il compromesso. «Io e il presidente vi riceviamo subito dopo, potete stare qui ma senza intervenire e interrompere». Pur tra qualche protesta il gruppo Map ha dato la parola. Il problema, come già aveva spiegato ai giornalisti Massimo del Map di Cento, riguarda le costose bollette dell’Enel: 5.000 euro per 15 mesi, 599 per il bimestre novembre-dicembre. Per ragioni di sicurezza nei moduli non si usa il gas, per cuocere e riscaldare si usa l’elettricità. «I moduli non sono coibentati come promesso - sostengono - a terra ci sono 16 gradi, per avere un po’ di caldo bisogna andare al massimo». E i consumi lievitano. Di qui la richiesta alla Regione di sobbarcarsi almeno una parte della bolletta. «Abbiamo presente la situazione - ha detto Palma Costi - la conosciamo caso per caso. Non lasceremo solo nessuno che sia davvero in difficoltà. La stessa attenzione devono averla anche i cittadini che non sono nei moduli ma che hanno ugualmente problemi da risolvere e pagano acqua, luce e gas. Ripeto, nessuno sarà lasciato solo, ma ricordo che ci sono delle regole e che le regole vanno rispettate da tutti». Finita la conferenza stampa i residenti nei Map si sono confrontati con Bonaccini e Costi in una stanza del Municipio, provvisorio proprio come i loro moduli prefabbricati che - in base all’impegno preso ieri dalla giunta regionale - lasceranno entro quest’anno.
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