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«Allagamenti continui» L’odissea di via Marchi

La protesta dei residenti che denunciano disagi che paiono infiniti Sotto accusa i tombini intasati

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COPPARO. Di solito, se si parla di problemi di allagamento, non è ai contro-viali di Via Luciano Marchi cui va il pensiero. Se non si tratta di cascate d'acqua, ci sono comunque delle situazioni spiacevolissime. Per esempio basta che ci sia una pioggia relativamente violenta ma abbastanza prolungata che i suddetti contro-viali, in alcune zone, in pratica sono invasi dall'acqua. Non ci sono cantine inondate, questo no, ma difficoltà di spostamento e non solo per le bici ed i pedoni, questo sì.

Una cittadina residente nella via, Rosanna Bonora ci ha mandato una foto, dopo una pioggia tutto sommato non eccessiva, ma l'impressione è che il deflusso sia fortemente ostacolato. Le ragioni? Probabilmente i tombini, dopo tanti anni dalla realizzazione del manto stradale (per la zona si parla della fine degli anni 70) ,sono sopra-elevati rispetto all'area che dovrebbero drenare. Oppure, e non si può escludere, sono intasati dalle foglie cadute in autunno. La prima impressione è comunque che una pulizia delle aree di drenaggio sarebbe, se non risolutiva, almeno importante per ridurre i disagi (compreso qualche bagno di acqua gelata in corrispondenza di passaggi di automobilisti non attenti). Non a caso, nel corso degli interventi per la presentazione del bilancio, lo stesso sindaco Nicola Rossi ha espresso la necessità di ricostruire una squadra di addetti comunali (impiegando la società Patrimonio) per interventi di questo tipo, secondo il principio che non si può spendere una cifra di circa cinque milioni di euro negli ultimi anni per la realizzazione di un'efficace sistema di equilibrio idrico, se poi le grondaie e i tombini sono sporchi ed intasati per le foglie o la polvere.

Alessandro Bassi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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