Canile, boom di visite per i cuccioli
Portoverrara, ieri ospiti gli autori del recupero degli otto piccoli maremmani
Il canile intercomunale di Portoverrara ha ospitato ieri le autorità territoriali e provinciali reduci dall'operazione di recupero di otto cuccioli di maremmano, rinvenuti ad inizio gennaio a Libolla, nonché sette cuccioli di meticcio insieme alla madre sempre nel territorio di Ostellato da privati che hanno chiamato i responsabili della struttura. Il ritrovamento dei maremmani è avvenuto ad opera dell'agente scelto Montanari insieme all'assistente scelto Carlotti della polizia provinciale, i quali hanno svolto l'operazione con la collaborazione delle guardie zoofile, di Anpana e Lida guardie ecozoofile. Giannetto Nava, responsabile del comitato che gestisce la struttura, ha fatto gli onori di casa al sindaco ostellatese Andrea Marchi, al comandante provinciale Claudio Castagnoli, al commissario Anpana Francesco Cavalieri e all'agente Stefano Melotti di Lida. «In questa operazione - commenta il sindaco Marchi - metto in evidenza due dati. Il primo riguarda l'azione ambientale ed etica di spessore per salvare animali in stato di disagio e pericolo. Il secondo è relativo alla collaborazione tra amministrazione pubblica, polizia provinciale, associazioni ed Asl importantissimo sotto il profilo professionale. L'interesse comune, ambientale e della convivenza civile, è stato fondamentale. I ringraziamenti vanno a tutti i soggetti in campo». La notizia del salvataggio ha fatto il giro della provincia, tanto che nelle settimane scorse sono arrivate al canile 35 richieste di adozione per gli otto maremmani. «Il fatto mediatico è stato importante - spiega Nava - tanto da avere oltre 70 persone al canile nell’ultima domenica. I maremmani più i meticci, arrivati grazie a privati che li hanno trovati dentro una scatola di cartone con la mamma che portava evidenti segni di una corda stretta al collo, hanno avuto tanta attenzione, però a discapito degli altri cani. L'adozione avrà una fase pre e post. Faremo capire a chi adotta cosa significa avere un cane che da adulto raggiunge i 60 chili, oltre ad un colloquio di approfondimento e ad un sopralluogo nel luogo dove sarà tenuto. Dopo l'adozione, sarà svolta un’ ulteriore ispezione, diritto che rimarrà tale anche nel tempo. Per le femmine sarà obbligatoria la sterilizzazione». Durante la conferenza è stato sottolineato il prezioso lavoro di Laura Saugo, che ha curato tutti i cuccioli giunti al canile.(e.m.)
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