La casa piena di cani a Mi Manda Rai 3
“Condannata” ad accudire gli animali per riavere l’immobile, la vicenda resa pubblica dalla Nuova è stata trattata ieri in tv
«Una meravigliosa storia di scaricabarile all’italiana». È la sconfortata sintesi con cui Elsa Di Gati, conduttrice di Mi Manda Rai Tre, descrive l’incredibile vicenda della casa occupata da una settantina di cani. Il caso sollevato dalla “Nuova Ferrara” è infatti approdato in televisione: ieri mattina era ospite in studio la signora Emilia Gavioli, proprietaria della casa di Fondo Reno affittata nel 2008 a un’anziana signora, ma di fatto occupata da figlio e dalla sua compagna che l’hanno trasformata, secondo la relazione fatta nel 2009 dal Servizio Veterinario e della Polizia Municipale, in un allevamento.
La signora Gavioli in studio ha ripercorso gli avvenimenti che aveva esposto alla Nuova Ferrara il 28 gennaio, in occasione dell’ennesima “visita” da parte dell’Ufficiale Giudiziario, quattro anni dopo che lo sfratto è diventato esecutivo.
Il punto resta sempre lo stesso, come ha spiegato in diretta telefonica anche il legale della signora Gavioli, l’avvocato Ippolita Domeneghetti: «L’Ufficiale Giudiziario non ha potuto procedere con lo sfratto perché è prima necessario provvedere alla custodia dei cani, che non sono mobili o oggetti che si possono mettere in magazzino». Nemmeno il canile municipale ha potuto prendersi in carico gli animali, «essendo in buona parte non sterilizzati e non disponendo la struttura pubblica di un numero sufficiente di gabbie per poterli accogliere». Come ricordato già dalla “Nuova”, anche l’Enpa, nominato dal giudice custode dei cani, ha fatto un passo indietro e tutto è ricaduto sulle spalle della proprietaria della casa che tra l’altro - ha ribadito ieri ai microfoni di Mi Manda Rai Tre - dal 2010 non percepisce più l’affitto (da quando cioè aveva intentato causa per l’utilizzo improprio di un immobile a uso abitativo, ottenendo la rescissione del contratto per inadempienza) accumulando una perdita pari a 30mila euro. «Una storia triste - ha commentato in trasmissione Fabrizio Premuti, presidente di Konsumer Italia - per la quale bisogna trovare una soluzione di buon senso con l’intervento del Comune, poiché l’Ente pubblico è tenuto a evitare situazioni di randagismo e deve farsi carico degli animali attraverso il canile municipale. In altre città il Comune ha risolto problemi analoghi affidando i cani a privati».
È stata poi la volta dell’assessore comunale alla Sanità Chiara Sapigni, in collegamento Skype, che ha ribadito l’impossibilità per un ente pubblico di poter intervenire per risolvere un problema tra due soggetti privati. «In tutti questi anni - ha sottolineato ancora la signora Gavioli - abbiamo cercato di attivare vari enti competenti, ma non abbiamo avuto risposte soddisfacenti, nonostante mi sia resa disponibile a pagare le spese per il trasporto degli animali, pur di liberare la casa e uscire da questa situazione assurda».
Di sicuro da oggi la signora Gavioli è un po’ meno sola in questa sfiancante battaglia: dopo che la “Nuova” ha reso pubblica la sua storia, la vicenda ha ottenuto una platea nazionale. E una promessa da parte di Mi Manda Rai Tre: «Questa storia non finisce qui. Verremo presto a Ferrara».
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