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S. Biagio, festa del patrono ma fuori dalla chiesa

S. Biagio, festa del patrono ma fuori dalla chiesa

L’edificio è ancora inagibile a causa delle ferite causate dal terremoto Ancora attesa per i lavori. Il vescovo Ghizzoni celebra la messa nel teatrino

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SAN BIAGIO. Sanbiagesi ancora terremotati. Cittadini che possono entrare nelle loro case ma non nella chiesa perché, a distanza di quasi tre anni, è vietato l'accesso a causa di alcune crepe. Lo si è visto anche ieri mattina quando la gente del paese, per il terzo anno consecutivo, ha partecipato alla messa affollando il teatrino parrocchiale. Su un palco ben addobbato il vescovo di Ravenna, Lorenzo Ghizzoni, ha concelebrato la assieme ai parroci del Vicariato di Argenta. Nell'introdurre la funzione, don Giancarlo Galeati, parroco di San Biagio e Filo (oltre che della Celletta) ha tenuto a precisare «che per la prima volta il nostro vescovo è qui per la festa del patrono e in occasione del 218º anniversario della consacrazione della chiesa. Una chiesa - ha precisato don Galeati - chiusa perché stiamo aspettando ancora l'inizio dei lavori». Durante l'omelia, c'era la speranza di un annuncio sui possibili lavori, ma il vescovo Ghizzoni, con estrema chiarezza, si è soffermato sulle persecuzioni e su ciò che sta succedendo in Siria, Iraq, Nigeria. «Perché lo fanno? - ha affermato -. Solo perché c'è chi vuole più giustizia? Cosa c'è di provocatorio? Piuttosto queste sono persone invase dal male. Sono nemici del bene, della giustizia, della solidarietà proprio come lo era San Biagio martire in Armenia». Monsignor Ghizzoni ha rivolto infine una preghiera al nuovo presidente Mattarella «per le buone intenzioni e per i valori che ha espresso nel suo discorso d'insediamento».

È seguita la processione che si è fermata sul sagrato della chiesa. Infatti, anche il vescovo per poter benedire i pani, si è dovuto accontentare di entrare solo per un paio di metri. E sull’iinizio dei lavori, il parroco don Galeati riferisce che «a San Biagio non c'è niente di nuovo mentre nella chiesa di Filo tutto procede per il meglio». Quando s'accenna col sindaco Antonio Fiorentini con a fianco del vescovo Ghizzoni a quando i lavori alla chiesa di San Biagio, ancora una volta c'è un rimpallo di responsabilità sui ritardi. E a farne le spese, sono i sanbiagesi .

Giorgio Carnaroli

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